Il secondo volo di Luigi Piana
Dai giardini della Montagnola a Bologna da dove sei giorni fa aveva effettuato un primo tentativo, Luigi Piana ritenta il volo con il dispositivo da lui messo a punto. Questa volta la sua trasvolata è un successo: dura molto di più delle poche centinaia di metri precedenti e raggiunge Vergato a una trentina di chilometri di distanza.
Il secondo volo di Luigi Piana
Dai giardini della Montagnola a Bologna da dove sei giorni fa aveva effettuato un primo tentativo, Luigi Piana ritenta il volo con il dispositivo da lui messo a punto. Questa volta la sua trasvolata è un successo: dura molto di più delle poche centinaia di metri precedenti e raggiunge Vergato a una trentina di chilometri di distanza.
Stampa raffigurante uno dei voli di Luigi Piana con il suo dispositivo
Immediatamente sotto i globi ha previsto una sorta di ombrello convertibile da concavo a convesso che impedisca un'ascesa troppo rapida e rallenti un'eventuale caduta e appena più sotto la cesta da cui il pilota potesse governare veicolo e ombrello paracadute.
L'8 novembre 1847 dai giardini pubblici della Montagnola a Bologna, Luigi Piana si solleva da terra con la sua invenzione e tocca terra qualche centinaio di metri più avanti, in prossimità di porta Mascarella.
Dopo molti anni di attesa il suo sogno era stato sul punto di coronarsi, ma non abbastanza come si sarebbe aspettato, quindi sei giorni dopo, il 14 novembre 1847 decise di riprovare: partendo anche questa volta dai giardini della Montagnola compie una trasvolata di molto più lunga, fino a Vergato a poco più di trenta chilometri di distanza in linea d'aria.
Tornato a Bologna in serata si presentava al Teatro Comunale dove il pubblico radunato per lo spettacolo d'opera lo accoglieva con ampie manifestazioni di simpatia onorandone l'impresa.
