Ucciso il magistrato Tartaglione
Il magistrato Girolamo Tartaglione direttore degli affari penali al Ministero di Grazia e Giustizia viene ucciso a Roma dalle Brigate Rosse. Due uomini lo attendevano vicino all'ascensore della sua abitazione in viale delle Milizie dove lo hanno colpito poco dopo le 14.00.
Ucciso il magistrato Tartaglione
Il magistrato Girolamo Tartaglione direttore degli affari penali al Ministero di Grazia e Giustizia viene ucciso a Roma dalle Brigate Rosse. Due uomini lo attendevano vicino all'ascensore della sua abitazione in viale delle Milizie dove lo hanno colpito poco dopo le 14.00.
Le Brigate rosse ne rivendicano l'assassinio con un volantino recapitato alla sede romana del «Corriere della Sera».
Come era accaduto nel febbraio dello stesso anno per l'omicidio del magistrato Riccardo Palma, anche quello di Tartaglione fu organizzato e compiuto da una struttura delle Brigate rosse dedita alla individuazione e alla eliminazione di quei magistrati che, specie nel settore penitenziario e della gestione della pena, tendevano a proporre discipline in linea con i principi fondamentali dello Stato democratico.
L'omicidio si inserisce nella «campagna contro il trattamento carcerario dei prigionieri politici», descritta con riferimento all'omicidio di Girolamo Minervini.
