Niente estradizione per i terroristi italiani
Dieci terroristi da anni rifugiati in Francia non verranno consegnati alle autorità italiane. Lo ha deciso la Cassazione francese negando l'estradizione per "rispetto della vita privata e familiare" dei condannati. Tra loro anche Giorgio Pietrostefani condannato per l'omicidio Calabresi e Marina Petrella per quello del generale Galvaligi.
Niente estradizione per i terroristi italiani
Dieci terroristi da anni rifugiati in Francia non verranno consegnati alle autorità italiane. Lo ha deciso la Cassazione francese negando l'estradizione per "rispetto della vita privata e familiare" dei condannati. Tra loro anche Giorgio Pietrostefani condannato per l'omicidio Calabresi e Marina Petrella per quello del generale Galvaligi.
Si tratta di Roberta Cappelli, Marina Petrella, Giorgio Pietrostefani, Enzo Calvitti, Narciso Manenti, Giovanni Alimonti, Sergio Tornaghi, Maurizio Di Marzio, Raffaele Ventura e Luigi Bergamin che al momento hanno un'età compresa tra 61 e 79 anni.
Avevano ricostruito la propria esistenza in Francia grazie alla dottrina del presidente socialista Francois Mitterrand che aveva deciso di non estradare ex attivisti che avevano rotto con il loro passato.
Il motivo dell'ennesimo rifiuto all'Italia è che secondo la giustizia francese occorre rispettare il loro diritto alla vita privata e familiare cosi' come quello a un processo equo che non avrebbero avuto poiché non presenti al dibattimento.
I dieci terroristi erano figure rilevanti negli anni delle stragi e delle esecuzioni di strada e sono stati tutti condannati per attentati e omicidi: che hanno segnato la storia dell'Italia.
Giorgio Pietrostefani, è stato condannato come mandante dell'omicidio del commissario Luigi Calabresi; Narciso Manenti per quello del carabiniere Giuseppe Gurreri; Marina Petrella per l'omicidio del generale Galvaligi e due sequestri di persona, in uno dei quali vennero uccisi due agenti della scorta; Enzo Calvitti per associazione terroristica e banda armata; Roberta Cappelli per tre omicidi tra cui il generale Galvaligi; Giovanni Alimonti per tentato omicidio; Sergio Tornaghi per l'omicidio di Renato Briano; Maurizio Di Marzio per banda armata, associazione sovversiva, rapina e sequestro di persona; Raffaele Ventura per concorso in omicidio e Luigi Bergamin per complicità nell'omicidio del maresciallo Antonio Santoro.
Una decisione, quella francese, che suscita amarezza e ira da parte dei parenti delle vittime e dei sopravvissuti, con loro il Ministro della Giustizia Carlo Nordio secondo cui il paese ha fatto tutto il possibile per ottenere l'estradizione dei terroristi condannati, aggiungendo: "Ho vissuto in prima persona quegli anni drammatici e oggi il mio primo commosso pensiero non può che essere rivolto a tutte le vittime di quella sanguinosa stagione e ai loro familiari che hanno atteso per anni, insieme all'intero Paese, una risposta dalla giustizia francese.
