Agnolo Poliziano (poeta e umanista: "Fabula di Orfeo")
Considerato come uno dei principali poeti italiani del XV secolo, era membro centrale del gruppo di intellettuali raccolto attorno a Lorenzo il Magnifico, signore di Firenze; è stato autore di opere in latino, in greco e in lingua volgare, raggiungendo una vasta competenza filologica e una non comune perfezione formale dello stile.
Con Poliziano l'Umanesimo cominciò a manifestarsi non più nell'ambito dell'impegno civile e politico, rappresentando un'esperienza di affinamento individuale.
La protezione di Lorenzo il Magnifico permise a Poliziano di dedicarsi agli studi umanistici e alla scrittura, sollevandolo dalle attività politiche nonostante ricoprisse incarichi prestigiosi come quello di precettore della famiglia dei Medici, segretario personale di Lorenzo e professore presso lo Studio Fiorentino.
Nella notte tra il 28 e il 29 settembre contrasse una forte febbre e morì a Firenze all'età di quaranta anni; indagini in epoca moderna hanno rivelato la presenza di arsenico nei suoi tessuti ossei avvalorando la tesi che possa essere stato avvelenato.
