Pisa fallisce l’attacco ad Amalfi
L'esercito della Repubblica di Pisa che due giorni fa ha attaccato la Repubblica di Amalfi (forse per salvarla dall'occupazione normanna di Ruggero II d'Altavilla re di Sicilia che l'aveva conquistata nel 1133) dopo la vittoria in mare decide di sbarcare. Gli scontri per le strade contro con gli sgherri di Ruggero portano alla distruzione della città e i pisani sono costretti a rientrare.
Pisa fallisce l’attacco ad Amalfi
L'esercito della Repubblica di Pisa che due giorni fa ha attaccato la Repubblica di Amalfi (forse per salvarla dall'occupazione normanna di Ruggero II d'Altavilla re di Sicilia che l'aveva conquistata nel 1133) dopo la vittoria in mare decide di sbarcare. Gli scontri per le strade contro con gli sgherri di Ruggero portano alla distruzione della città e i pisani sono costretti a rientrare.
I legni pisani arrivarono nel golfo campano dove era ancorata la flotta di re Ruggero.
La superiorità strategica e militare di Pisa si palesò subito e tutte le navi nemiche furono distrutte e affondate il 4 agosto 1135.
Da Lotario arrivò allora l’ordine di sbarcare e i pisani, il giorno 6, si riversarono per le vie della città a fianco dei militi tedeschi per stanare gli sgherri di Ruggero.
Il risultato fu drammatico: se in mare Pisa aveva prevalso, nel combattimento a terra la sorte fu maligna. Amalfi si trasformò in una torcia rovente e quella che doveva essere una guerra di salvezza, portò alla fine la distruzione della città. I pisani rientrarono.
