Amina viene assolta
Amina Lawal, condannata a morte mediante lapidazione nel marzo 2002 per adulterio, viene assolta dalla Corte d'Appello della Nigeria. In suo favore si erano mobilitati i mezzi di stampa in tutto il mondo e le associazioni per diritti umani.
Amina viene assolta
Amina Lawal, condannata a morte mediante lapidazione nel marzo 2002 per adulterio, viene assolta dalla Corte d'Appello della Nigeria. In suo favore si erano mobilitati i mezzi di stampa in tutto il mondo e le associazioni per diritti umani.
L'ampia mobilitazione delle associazioni umanitarie è riuscita a coinvolgere radio, televisioni e giornali di tutto il mondo sul caso mettendo in luce alcune incongruenze interpretative della legge della sharia, come ad esempio il concetto di "gravidanza esteso" o di feto dormiente che concede un lasso di tempo di cinque anni tra concepimento e nascita e che, opportunamente applicato, avrebbe fatto ricadere la nascita entro il perimetro del matrimonio.
Al di là dell'effettiva realizzabilità della condizione prevista dalla norma, essa era però stata ignorata mettendo l'intera Nigeria in una condizione di imbarazzo internazionale e dopo una prima risposta nel maggio 2003 secondo cui il paese non aveva mai dato l'ordine di lapidazione, il 25 settembre la Corte d'Appello del tribunale annulla la condanna per adulterio di Amina.
Secondo la legge della sharia, la gravidanza al di fuori del matrimonio è di per sé una prova sufficiente per procedere alla condanna per adulterio di una donna.
