Lingua italiana obbligatoria a Bolzano
Il partito fascista impone che a Bolzano e nella sua provincia venga fatto uso esclusivo della lingua italiana in tutte le comunicazioni pubbliche. La direttiva apre una più ampia serie di provvedimenti che riguardano l'intera Italia dove al divieto di utilizzare parole straniere sarà affiancato un processo di italianizzazione dei termini in uso.
Lingua italiana obbligatoria a Bolzano
Il partito fascista impone che a Bolzano e nella sua provincia venga fatto uso esclusivo della lingua italiana in tutte le comunicazioni pubbliche. La direttiva apre una più ampia serie di provvedimenti che riguardano l'intera Italia dove al divieto di utilizzare parole straniere sarà affiancato un processo di italianizzazione dei termini in uso.
Allo scopo viene istituita un'apposita commissione dell'Accademia Reale d'Italia destinata "all'alta cultura e al controllo degli intellettuali più rappresentativi" con lo scopo di realizzare un breviario di parole italiane attraverso cui salvaguardare l'identità nazionale.
Ove non fosse possibile adottare un termine tradotto sarebbe stato necessario idearne di adeguati e in questo modo sarebbero nate l'educazione ginnica in luogo dello sport, la rimessa al posto di garage e tassì per sostituire taxi.
Il sandwich, grazie alla mano di Filippo Tommaso Marinetti, diventava "traidue" inteso come "tra i due pasti principali" mentre la penna di Gabriele D'Annunzio lanciava l'idea di "tramezzino", i marrons glacés diventavano "castagne candite", il barman ‘mescitore’ e il bar "quisibeve"; e ancora "miscela" al posto di “mélange” il purè diventava "poltiglia" e il cocktail ‘polibibita’.
