Niccolò Machiavelli (filosofo, scrittore, drammaturgo e politico: "Il principe" "Mandragola")
Proveniente da una famiglia della piccola nobiltà entra presto a far parte della vita politica della città, dove ebbe modo di osservare da vicino i giochi di potere e le dinamiche della diplomazia. Nel 1498 viene eletto Segretario della Repubblica, incarico di responsabilità che lo pone a contatto con le principali figure politiche dell'epoca.
Durante la sua carriera Machiavelli svolge numerose missioni diplomatiche per conto della Repubblica fiorentina e partecipa attivamente alle vicende politiche dell'Italia rinascimentale. Nel 1513 scrive "Il Principe", un'opera che gli procura fama, notorietà e molte critiche. In questo libro Machiavelli espone le sue teorie sulla politica, sostenendo che il fine giustifica i mezzi e che un sovrano deve essere disposto a usare la forza e l'inganno per mantenere il potere.
Rimane attivo nella vita politica fino al 1512, quando i Medici rientrati a Firenze e lo esiliano ed è durante il periodo di confino che scrive molte delle sue opere più importanti, tra cui "Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio" e "La Mandragola".
Nel 1520 viene graziato dalla famiglia Medici fa ritorno a Firenze ma senza ruoli attivi nella politica della città; si dedica quindi alla scrittura e alla riflessione, cercando di elaborare una teoria politica che rispondesse alle sfide del suo tempo.
Niccolò Machiavelli muore a Firenze il 21 giugno 1527 dopo aver contratto una febbre durante l'assedio della città da parte delle truppe imperiali di Carlo V.
Sepolto nella chiesa di Santa Croce in una tomba anonima a testimonianza della sua morte in povertà e disgrazia, e tale rimase per molti anni.
