Firmato il trattato di Parigi
Firmato il trattato di Parigi tra l'Italia e le forze alleate che definisce i nuovi confini nazionali con la cessione di gran parte del territorio della Venezia-Giulia, del Monginevro, la rinuncia a varie colonie in Africa e trattati commerciali con la Cina.
Firmato il trattato di Parigi
Firmato il trattato di Parigi tra l'Italia e le forze alleate che definisce i nuovi confini nazionali con la cessione di gran parte del territorio della Venezia-Giulia, del Monginevro, la rinuncia a varie colonie in Africa e trattati commerciali con la Cina.
La ridefinizione dei confini nazionali prevede la cessione di gran parte del territorio della Venezia-Giulia, del Monginevro, l'Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, Briga e Tenda alla Francia, la divisione di Trieste in due amministrazioni, la rinuncia alle colonie in Africa, alle isole del Dodecanneso e trattati commerciali con la Cina.
In segno di protesta alla stessa ora l'Italia intera si ferma per dieci minuti.
Il marchese Antonio Meli Lupi di Soragna, ambasciatore italiano in Francia, al momento della sottoscrizione del trattato legge questa dichiarazione:
"Il Governo italiano appone la sua firma al Trattato subordinandola alla ratifica che spetta alla sovrana decisione dell'Assemblea Costituente alla quale è attribuita dalla legislazione italiana l'approvazione dei Trattati internazionali".
Dunque l'accordo passerà al vaglio dell'Assemblea Costituente per la ratifica, ma nei confronti di Sforza e di De Gasperi stampa e opinione pubblica muovono critiche particolarmente severe.
(Nella foto: l'ambasciatore italiano a Parigi Antonio Meli Lupi di Soragna al momento della firma del trattato)
