Gesualdo Bufalino (scrittore e poeta: "Diceria dell'untore" "Le menzogne della notte")
Cresciuto in una famiglia della piccola borghesia siciliana, fin da giovane manifesta un'intelligenza acuta e un'inclinazione per gli studi classici. Frequenta il liceo a Ragusa e successivamente si iscrive alla Facoltà di Lettere all'Università di Palermo, dove si laurea con una tesi dal titolo: "Gli studi di archeologia e la formazione del gusto neoclassico in Europa (1738 – 1829)" nel marzo 1947 (ritrovata solo nell'ottobre del 2020).
Dopo la guerra, che lo vede prigioniero in Germania, torna in Sicilia e si dedica all'insegnamento, diventando professore di lettere in diversi istituti superiori, prevalentemente a Modica. La sua vita è caratterizzata da una profonda riservatezza e da una dedizione quasi monastica alla letteratura.
La sua carriera letteraria decolla tardi, quando nel 1981, all'età di sessant'anni, pubblica il suo primo romanzo, "Diceria dell'untore", un'opera che gli vale immediatamente il prestigioso Premio Campiello e lo consacra al grande pubblico. Questo romanzo, ambientato in un sanatorio siciliano, esplora temi come la malattia, la morte e la salvezza con una prosa raffinatissima e densa di citazioni colte.
Successivamente pubblica altri romanzi di successo, tra cui "Le menzogne della notte" (1988), vincitore del Premio Strega, e "Qui pro quo" (1991). La sua produzione comprende anche poesie, saggi e aforismi, nei quali emerge sempre la sua straordinaria padronanza della lingua italiana e la sua profonda cultura umanistica.
La sua opera è un omaggio alla Sicilia e alla sua storia, ma anche una riflessione universale sulla condizione umana.
Muore settantacinquenne a Vittoria il 14 giugno 1996, in seguito a un incidente stradale.
