La beatificazione di Rosario Livatino
La cattedrale di Agrigento ospita la cerimonia di beatificazione di Rosario Livatino, il magistrato ucciso trentottenne dalla Stidda, la mafia dell'agrigentino, nel settembre 1990. E' la prima volta che la Chiesa Cattolica eleva a beato un esponente della magistratura, papa Francesco lo ha definito "Martire della giustizia e della fede".
La beatificazione di Rosario Livatino
La cattedrale di Agrigento ospita la cerimonia di beatificazione di Rosario Livatino, il magistrato ucciso trentottenne dalla Stidda, la mafia dell'agrigentino, nel settembre 1990. E' la prima volta che la Chiesa Cattolica eleva a beato un esponente della magistratura, papa Francesco lo ha definito "Martire della giustizia e della fede".
Il giorno del suo assassinio, recandosi al lavoro senza scorta per un imprevisto, venne raggiunto da un commando mafioso e ucciso a colpi di pistola, prima di morire chiese ai suoi assassini: "Picciotti, che cosa vi ho fatto?" una frase a cui i mafiosi (come si sarebbe poi appreso durante il processo) di fronte alla dignitosa reazione di Livatino risposero tra loro "Giudice Livatino, non sono cose da fare".
Il processo di beatificazione ha riconosciuto il suo martirio è maturato "in odium fidei", ovvero per odio nei confronti della sua fede e la sua beatificazione un invito a non cedere a violenza e illegalità.
Papa Francesco, al termine del Regina Coeli, ha reso omaggio a questo "martire della giustizia e della fede": "Nel suo servizio alla collettività come giudice integerrimo, che non si è lasciato mai corrompere, si è sforzato di giudicare non per condannare ma per redimere", ha detto il Pontefice, affacciato dalla finestra del Palazzo Apostolico. "Il suo lavoro lo poneva sempre sotto la tutela di Dio, per questo è diventato testimone del Vangelo fino alla morte eroica. Il suo esempio sia per tutti, specialmente per i magistrati, stimolo ad essere leali difensori della legalità e della libertà. Un applauso al nuovo beato!".
