I papiri di Ercolano
Ricercatori dell'Università di Pisa hanno decifrato parte dei papiri di Ercolano, i rotoli sepolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 DC. I testi rivelano che il filosofo greco Platone è stato sepolto in un giardino segreto vicino al santuario delle Muse nell'Accademia Platonica ad Atene e nell'ultima notte in vita ha mal gradito la musica di una schiava della Tracia suonata per lui.
I papiri di Ercolano
Ricercatori dell'Università di Pisa hanno decifrato parte dei papiri di Ercolano, i rotoli sepolti dall'eruzione del Vesuvio nel 79 DC. I testi rivelano che il filosofo greco Platone è stato sepolto in un giardino segreto vicino al santuario delle Muse nell'Accademia Platonica ad Atene e nell'ultima notte in vita ha mal gradito la musica di una schiava della Tracia suonata per lui.
Una porzione del papiro decodificato
Questi sarebbe stato sepolto in un giardino segreto in prossimità del santuario sacro delle Muse, all'interno dell'Accademia Platonica di Atene distrutta nel 86 avanti Cristo dal generale romano Silla.
Secondo Graziano Ranocchia dell'Università, era noto che la sepoltura fosse avvenuta all'interno dell'Accademia, ma non si sapeva con esattezza in quale punto.
Il testo decodificato fornisce anche alcuni dettagli sull'ultima notte del filosofo che a differenza di quanto ritenuto fino ad oggi, non avrebbe apprezzato le dolci note suonate al flauto da una schiava della Tracia e sebbene in preda a febbre molto alta, osservava che quella musica aveva scarso senso del ritmo al punto di dichiararsene infastidito.
Inoltre chiarisce le circostanze in cui Platone fu venduto come schiavo dopo la morte di Socrate sull'isola di Egina conquistata dagli Spartani (nel 399 o nel 404 avanti Cristo), mentre in passato si era ritenuto che la vendita da schiavo fosse avvenuta nel 387 avanti Cristo mentre si trovava in Sicilia.
Questo specifico testo fa dei circa 1800 rotoli carbonizzati rinvenuti nel XVIII secolo in un edificio che si ritiene appartenesse al suocero di Giulio Cesare vissuto a Ercolano a circa 20 chilometri da Pompei.
Gli esperti si avvalgono di modelli d'intelligenza artificiale associati alla tomografia a coerenza ottica, una tecnica di imaging, e alla tecnologia di imaging iperspettrale a infrarossi per leggere sequenze di testo precedentemente nascoste nei papiri parzialmente distrutti.
La recente scoperta è contenuta in un passaggio composto da oltre 1000 parole, un terzo del testo totale, lungamente analizzato utilizzando la combinazione di queste tecnologie.
