L’attacco russo all’Ucraina
Dopo avere riconosciuto le repubbliche del Donbass tre giorni fa, la Russia che aveva iniziato a schierare le proprie forze armate sul confine con l'Ucraina già dallo scorso ottobre, avvia l'offensiva militare invadendone il territorio. Nelle prime 24 ore l'Ucraina è obiettivo di 160 missili e 75 incursioni aeree.
L’attacco russo all’Ucraina
Dopo avere riconosciuto le repubbliche del Donbass tre giorni fa, la Russia che aveva iniziato a schierare le proprie forze armate sul confine con l'Ucraina già dallo scorso ottobre, avvia l'offensiva militare invadendone il territorio. Nelle prime 24 ore l'Ucraina è obiettivo di 160 missili e 75 incursioni aeree.
Autobus in fiamme colpito sulla strada tra Kiev e Kharkiv il 24 febbraio 2022
La situazione genera proteste filorusse in Crimea, dove entro poche settimane arrivano le forze armate di Mosca e in seguito a un referendum la Russia annette a sé la penisola; nuove proteste filorusse esplodono nel Donbass dove le forze secessioniste in lotta con l'esercito ucraìno costituiscono le repubbliche di Doneck e Lugansk.
Dopo i molti falliti tentativi di chiusura delle ostilità avvenuti nel corso degli anni, a partire dall'ottobre 2021, truppe russe vengono dislocate lungo il confine con l'Ucraina; il 21 febbraio 2021 le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk vengono ufficialmente riconosciute dalla Russia.
Il 23 febbraio 2022 mentre il parlamento ucraìno proclama lo stato di emergenza nazionale, la Russia avvia l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev e il giorno seguente all'alba per voce del presidente Vladimir Putin annuncia l'avvio di un'operazione militare speciale per garantire la sicurezza dei cittadini russi.
La dichiarazione di Putin è immediatamente seguita da attacchi missilistici e aerei e due ore dopo le forze militari russe posizionate lungo il confine, entrano in Ucraìna e prendono il controllo delle città fantasma di Chernobyl e Prypjat inclusa la centrale nucleare (ormai dismessa) teatro del grave incidente del 1986.
