Accadde Oggi 24 febbraio 2022:
L’attacco russo all’Ucraina
Dopo avere riconosciuto le repubbliche del Donbass tre giorni fa, la Russia che aveva iniziato a schierare le proprie forze armate sul confine con l'Ucraina già dallo scorso ottobre, avvia l'offensiva militare invadendone il territorio. Nelle prime 24 ore l'Ucraina è obiettivo di 160 missili e 75 incursioni aeree.
Accadde Oggi 24 febbraio 2022
4 anni fa - accaddeoggi.it ©
Autobus in fiamme colpito sulla strada tra Kiev e Kharkiv il 24 febbraio 2022
Lo scontro tra Russia e Ucraina prende le prime mosse nel febbraio 2014 dopo la destituzione del presidente ucraìno Viktor Janukovyc seguita alle proteste filoeuropee del novembre precedente nate dalle decisione di sospendere le trattative per l'adesione del paese all'Unione Europea, la cosiddetta rivoluzione di Maidan.
La situazione genera proteste filorusse in Crimea, dove entro poche settimane arrivano le forze armate di Mosca e in seguito a un referendum la Russia annette a sé la penisola; nuove proteste filorusse esplodono nel Donbass dove le forze secessioniste in lotta con l'esercito ucraìno costituiscono le repubbliche di Doneck e Lugansk.
Dopo i molti falliti tentativi di chiusura delle ostilità avvenuti nel corso degli anni, a partire dall'ottobre 2021, truppe russe vengono dislocate lungo il confine con l'Ucraina; il 21 febbraio 2021 le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk vengono ufficialmente riconosciute dalla Russia.
Il 23 febbraio 2022 mentre il parlamento ucraìno proclama lo stato di emergenza nazionale, la Russia avvia l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev e il giorno seguente all'alba per voce del presidente Vladimir Putin annuncia l'avvio di un'operazione militare speciale per garantire la sicurezza dei cittadini russi.
La dichiarazione di Putin è immediatamente seguita da attacchi missilistici e aerei e due ore dopo le forze militari russe posizionate lungo il confine, entrano in Ucraìna e prendono il controllo delle città fantasma di Chernobyl e Prypjat inclusa la centrale nucleare (ormai dismessa) teatro del grave incidente del 1986.
Ultima revisione:
Inserito il:
31 gennaio 2026
24 febbraio 2025
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L’attacco russo all’Ucraina
Dopo avere riconosciuto le repubbliche del Donbass tre giorni fa, la Russia che aveva iniziato a schierare le proprie forze armate sul confine con l'Ucraina già dallo scorso ottobre, avvia l'offensiva militare invadendone il territorio. Nelle prime 24 ore l'Ucraina è obiettivo di 160 missili e 75 incursioni aeree.
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Lo scontro tra Russia e Ucraina prende le prime mosse nel febbraio 2014 dopo la destituzione del presidente ucraìno Viktor Janukovyc seguita alle proteste filoeuropee del novembre precedente nate dalle decisione di sospendere le trattative per l'adesione del paese all'Unione Europea, la cosiddetta rivoluzione di Maidan.
La situazione genera proteste filorusse in Crimea, dove entro poche settimane arrivano le forze armate di Mosca e in seguito a un referendum la Russia annette a sé la penisola; nuove proteste filorusse esplodono nel Donbass dove le forze secessioniste in lotta con l'esercito ucraìno costituiscono le repubbliche di Doneck e Lugansk.
Dopo i molti falliti tentativi di chiusura delle ostilità avvenuti nel corso degli anni, a partire dall'ottobre 2021, truppe russe vengono dislocate lungo il confine con l'Ucraina; il 21 febbraio 2021 le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk vengono ufficialmente riconosciute dalla Russia.
Il 23 febbraio 2022 mentre il parlamento ucraìno proclama lo stato di emergenza nazionale, la Russia avvia l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev e il giorno seguente all'alba per voce del presidente Vladimir Putin annuncia l'avvio di un'operazione militare speciale per garantire la sicurezza dei cittadini russi.
La dichiarazione di Putin è immediatamente seguita da attacchi missilistici e aerei e due ore dopo le forze militari russe posizionate lungo il confine, entrano in Ucraìna e prendono il controllo delle città fantasma di Chernobyl e Prypjat inclusa la centrale nucleare (ormai dismessa) teatro del grave incidente del 1986.
La situazione genera proteste filorusse in Crimea, dove entro poche settimane arrivano le forze armate di Mosca e in seguito a un referendum la Russia annette a sé la penisola; nuove proteste filorusse esplodono nel Donbass dove le forze secessioniste in lotta con l'esercito ucraìno costituiscono le repubbliche di Doneck e Lugansk.
Dopo i molti falliti tentativi di chiusura delle ostilità avvenuti nel corso degli anni, a partire dall'ottobre 2021, truppe russe vengono dislocate lungo il confine con l'Ucraina; il 21 febbraio 2021 le repubbliche popolari di Doneck e Lugansk vengono ufficialmente riconosciute dalla Russia.
Il 23 febbraio 2022 mentre il parlamento ucraìno proclama lo stato di emergenza nazionale, la Russia avvia l'evacuazione della propria ambasciata a Kiev e il giorno seguente all'alba per voce del presidente Vladimir Putin annuncia l'avvio di un'operazione militare speciale per garantire la sicurezza dei cittadini russi.
La dichiarazione di Putin è immediatamente seguita da attacchi missilistici e aerei e due ore dopo le forze militari russe posizionate lungo il confine, entrano in Ucraìna e prendono il controllo delle città fantasma di Chernobyl e Prypjat inclusa la centrale nucleare (ormai dismessa) teatro del grave incidente del 1986.
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