Accadde Oggi 08 aprile 1498:
L’arresto di Savonarola
Dopo la delusione per la mancata ordalia di ieri tra domenicani e francescani, a Firenze il popolo assalta il convento di San Marco dove risiede il governatore della città, il frate Girolamo Savonarola. La lunga e aspra battaglia si chiude in nottata con l'arresto di Savonarola consegnatosi al commissario della Signoria.
Accadde Oggi 08 aprile 1498
528 anni fa - accaddeoggi.it ©
E' la mattina della Domenica delle Palme l’8 aprile 1498, quando i Piagnoni (i sostenitori di Savonarola) furono oggetto di insulti in varie parti della città: a Santa Maria del Fiore frate Mariano Ughi viene contestato impedendogli di salire sul pulpito per la predica.
Durante la giornata la tensione cresce e prima del tramonto si verificano i primi episodi violenti come l’omicidio a sangue freddo di un giovinetto della famiglia dei Pecori scambiato per un Piagnone; la situazione degenera e molti si radunano intorno al convento dove si trova Savonarola mentre la campana di San Marco suona a martello per richiamare i seguaci del frate in sue difesa: questi esce sulla Piazza con in mano un crocifissopronto a consegnarsi, ma viene riportato nel convento dai frati in lacrime.
E' il momento in cui prende corpo la battaglia in cui per respingere gli assalitori, alcuni salgono sul tetto per gettare tegole e sassi, altri prendono le armi; tra i difensori ci sono anche il pittore Baccio della Porta e il miniatore Fra Benedetto, detto il Luschino.
Mentre Savonarola prega insieme ai confratelli più stretti, gli assalitori danno fuoco alle porte, alcuni di loro scalate le mura del convento entrano nei chiostri e saccheggiano infermeria e celle.
Quando la battaglia arriva nel cuore del convento, lo squilibrio delle forze è evidente, il destino di Savonarola è segnato: gli assalitori portano un ordine della Signoria che impone al Frate di presentarsi a Palazzo; qualcuno propone la fuga calandosi dalle mura del convento ma Fra Malatesta interviene dicendogli "Non deve il pastore mettere la sua vita per le sue pecorelle?" e così davanti ai confratelli Savonarola pronuncia le ultime parole di commiato e dopo essersi confessato e comunicato, bacia tutti e restituite le chiavi del convento si consegna ai commissari della Signoria.
Ultima revisione:
Inserito il:
13 marzo 2026
7 aprile 2024
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E' la mattina della Domenica delle Palme l’8 aprile 1498, quando i Piagnoni (i sostenitori di Savonarola) furono oggetto di insulti in varie parti della città: a Santa Maria del Fiore frate Mariano Ughi viene contestato impedendogli di salire sul pulpito per la predica.
Durante la giornata la tensione cresce e prima del tramonto si verificano i primi episodi violenti come l’omicidio a sangue freddo di un giovinetto della famiglia dei Pecori scambiato per un Piagnone; la situazione degenera e molti si radunano intorno al convento dove si trova Savonarola mentre la campana di San Marco suona a martello per richiamare i seguaci del frate in sue difesa: questi esce sulla Piazza con in mano un crocifissopronto a consegnarsi, ma viene riportato nel convento dai frati in lacrime.
E' il momento in cui prende corpo la battaglia in cui per respingere gli assalitori, alcuni salgono sul tetto per gettare tegole e sassi, altri prendono le armi; tra i difensori ci sono anche il pittore Baccio della Porta e il miniatore Fra Benedetto, detto il Luschino.
Mentre Savonarola prega insieme ai confratelli più stretti, gli assalitori danno fuoco alle porte, alcuni di loro scalate le mura del convento entrano nei chiostri e saccheggiano infermeria e celle.
Quando la battaglia arriva nel cuore del convento, lo squilibrio delle forze è evidente, il destino di Savonarola è segnato: gli assalitori portano un ordine della Signoria che impone al Frate di presentarsi a Palazzo; qualcuno propone la fuga calandosi dalle mura del convento ma Fra Malatesta interviene dicendogli "Non deve il pastore mettere la sua vita per le sue pecorelle?" e così davanti ai confratelli Savonarola pronuncia le ultime parole di commiato e dopo essersi confessato e comunicato, bacia tutti e restituite le chiavi del convento si consegna ai commissari della Signoria.
Durante la giornata la tensione cresce e prima del tramonto si verificano i primi episodi violenti come l’omicidio a sangue freddo di un giovinetto della famiglia dei Pecori scambiato per un Piagnone; la situazione degenera e molti si radunano intorno al convento dove si trova Savonarola mentre la campana di San Marco suona a martello per richiamare i seguaci del frate in sue difesa: questi esce sulla Piazza con in mano un crocifissopronto a consegnarsi, ma viene riportato nel convento dai frati in lacrime.
E' il momento in cui prende corpo la battaglia in cui per respingere gli assalitori, alcuni salgono sul tetto per gettare tegole e sassi, altri prendono le armi; tra i difensori ci sono anche il pittore Baccio della Porta e il miniatore Fra Benedetto, detto il Luschino.
Mentre Savonarola prega insieme ai confratelli più stretti, gli assalitori danno fuoco alle porte, alcuni di loro scalate le mura del convento entrano nei chiostri e saccheggiano infermeria e celle.
Quando la battaglia arriva nel cuore del convento, lo squilibrio delle forze è evidente, il destino di Savonarola è segnato: gli assalitori portano un ordine della Signoria che impone al Frate di presentarsi a Palazzo; qualcuno propone la fuga calandosi dalle mura del convento ma Fra Malatesta interviene dicendogli "Non deve il pastore mettere la sua vita per le sue pecorelle?" e così davanti ai confratelli Savonarola pronuncia le ultime parole di commiato e dopo essersi confessato e comunicato, bacia tutti e restituite le chiavi del convento si consegna ai commissari della Signoria.
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