Accadde Oggi 25 marzo 1976:
Sequestrati i mini-assegni
Il sostituto procuratore di Perugia Alfredo Arioli dispone il sequestro in tutta Italia dei "mini-assegni" emessi dalle banche per sopperire alla mancanza di monete spicciole. Secondo la Procura gli assegni rappresentano una violazione delle leggi sulla circolazione monetaria, la cui emissione è competenza esclusiva della Banca d'Italia.
Accadde Oggi 25 marzo 1976
50 anni fa - accaddeoggi.it ©
I mini assegni sono titoli di credito da 100 e da 150 lire adottati da alcune banche per fare fronte alla mancanza di monete spicciole, oggi Alfredo Arioli, sostituto procuratore della Repubblica di Perugia, ne ha disposto il sequestro in tutta Italia poiché l'emissione di questi assegni infrange le leggi sulla circolazione monetarla In Italia.
Il provvedimento riguarda gli assegni da 100 e 150 lire emessi dal Credito Italiano e quelli da 100 lire del Banco di Napoli e molti sacchi con migliaia di pezzi sono già stati posti sotto sequestro a Perugia, con le indicazioni di procedere sull'intero territorio nazionale.
L'iniziativa che sopperiva alla mancanza cronica di monete metalliche si fonda sull'emissione di assegni circolari, per i quali la banca emittente immobilizza II relativo Importo rendendoli dunque a copertura garantita; sono intestati alle principali organizzazioni commerciali che hanno concordato il sistema con le banche; gli assegni circolari sono girati dall'Intestatario che in questo modo li rende "al portatore", ovvero riscuotibili nella banca che li ha emessi.
L'associazione delle banche ha rivelato che il ricorso questa pratica è dettato da un autentico stato di necessità e rappresenta un servizio di pubblico Interesse: l'emissione degli assegni non equivale a battere moneta, infatti gli istituti emittenti hanno provveduto a versare un deposito alla Banca d'Italia pari al valore degli stessi assegni; l'iniziativa inoltre non porta guadagni alle banche che anzi si accollano una serie di oneri decisamente non trascurabili.
Ultima revisione:
Inserito il:
1 marzo 2026
25 marzo 2024
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I mini assegni sono titoli di credito da 100 e da 150 lire adottati da alcune banche per fare fronte alla mancanza di monete spicciole, oggi Alfredo Arioli, sostituto procuratore della Repubblica di Perugia, ne ha disposto il sequestro in tutta Italia poiché l'emissione di questi assegni infrange le leggi sulla circolazione monetarla In Italia.
Il provvedimento riguarda gli assegni da 100 e 150 lire emessi dal Credito Italiano e quelli da 100 lire del Banco di Napoli e molti sacchi con migliaia di pezzi sono già stati posti sotto sequestro a Perugia, con le indicazioni di procedere sull'intero territorio nazionale.
L'iniziativa che sopperiva alla mancanza cronica di monete metalliche si fonda sull'emissione di assegni circolari, per i quali la banca emittente immobilizza II relativo Importo rendendoli dunque a copertura garantita; sono intestati alle principali organizzazioni commerciali che hanno concordato il sistema con le banche; gli assegni circolari sono girati dall'Intestatario che in questo modo li rende "al portatore", ovvero riscuotibili nella banca che li ha emessi.
L'associazione delle banche ha rivelato che il ricorso questa pratica è dettato da un autentico stato di necessità e rappresenta un servizio di pubblico Interesse: l'emissione degli assegni non equivale a battere moneta, infatti gli istituti emittenti hanno provveduto a versare un deposito alla Banca d'Italia pari al valore degli stessi assegni; l'iniziativa inoltre non porta guadagni alle banche che anzi si accollano una serie di oneri decisamente non trascurabili.
Il provvedimento riguarda gli assegni da 100 e 150 lire emessi dal Credito Italiano e quelli da 100 lire del Banco di Napoli e molti sacchi con migliaia di pezzi sono già stati posti sotto sequestro a Perugia, con le indicazioni di procedere sull'intero territorio nazionale.
L'iniziativa che sopperiva alla mancanza cronica di monete metalliche si fonda sull'emissione di assegni circolari, per i quali la banca emittente immobilizza II relativo Importo rendendoli dunque a copertura garantita; sono intestati alle principali organizzazioni commerciali che hanno concordato il sistema con le banche; gli assegni circolari sono girati dall'Intestatario che in questo modo li rende "al portatore", ovvero riscuotibili nella banca che li ha emessi.
L'associazione delle banche ha rivelato che il ricorso questa pratica è dettato da un autentico stato di necessità e rappresenta un servizio di pubblico Interesse: l'emissione degli assegni non equivale a battere moneta, infatti gli istituti emittenti hanno provveduto a versare un deposito alla Banca d'Italia pari al valore degli stessi assegni; l'iniziativa inoltre non porta guadagni alle banche che anzi si accollano una serie di oneri decisamente non trascurabili.
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