Accadde Oggi 05 dicembre 1746:
Insurrezione di Genova
Un ragazzino di nome Giovanni Battista Perasso lancia un sasso contro un ufficiale austriaco dando vita all’insurrezione di Genova. L'undicenne viene soprannominato dai concittadini: "il Balilla".
Accadde Oggi 05 dicembre 1746
280 anni fa - accaddeoggi.it ©
Il 5 dicembre del 1746 a Genova un gruppo di soldati austriaci si trovò improvvisamente impantanato nel fango durante le fasi di spostamento di un cannone di grandi dimensioni nel quartiere di Portoria
Per superare le difficoltà incontrate nel tentativo di estrarlo, i soldati cercarono di costringere alcuni giovani ad aiutarli e in risposta al loro rifiuto cominciarono a malmenarli.
In quella frangente l'undicenne Giovan Battista Perasso dopo aver raccolto una pietra, accingendosi a lanciarla gridò: "Che l'inse?", la frase destinata a diventare il motto della rivolta genovese, traducibile in "Comincio?"
La popolazione di Genova, insofferente e stanca delle angherie costretta a subire dalle truppe dell'impero asburgico che occupavano la città, partecipò in massa alla rivolta di liberazione e attribuì al ragazzo il nomignolo di "balilla" traducibile come pallina, ovvero un diminutivo di palla.
Al "Balilla" farà riferimento una strofa dell'inno nazionale italiano "Fratelli d'Italia" che canta:
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Inserito il:
14 novembre 2011
Pubblicità
Che ricorrenza è oggi?
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Le canzoni più vendute in Italia il 13 giugno, nel:
Insurrezione di Genova
Un ragazzino di nome Giovanni Battista Perasso lancia un sasso contro un ufficiale austriaco dando vita all’insurrezione di Genova. L'undicenne viene soprannominato dai concittadini: "il Balilla".
Accadde Oggi 05 dicembre 1746
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Il 5 dicembre del 1746 a Genova un gruppo di soldati austriaci si trovò improvvisamente impantanato nel fango durante le fasi di spostamento di un cannone di grandi dimensioni nel quartiere di Portoria
Per superare le difficoltà incontrate nel tentativo di estrarlo, i soldati cercarono di costringere alcuni giovani ad aiutarli e in risposta al loro rifiuto cominciarono a malmenarli.
In quella frangente l'undicenne Giovan Battista Perasso dopo aver raccolto una pietra, accingendosi a lanciarla gridò: "Che l'inse?", la frase destinata a diventare il motto della rivolta genovese, traducibile in "Comincio?"
La popolazione di Genova, insofferente e stanca delle angherie costretta a subire dalle truppe dell'impero asburgico che occupavano la città, partecipò in massa alla rivolta di liberazione e attribuì al ragazzo il nomignolo di "balilla" traducibile come pallina, ovvero un diminutivo di palla.
Al "Balilla" farà riferimento una strofa dell'inno nazionale italiano "Fratelli d'Italia" che canta:
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
Per superare le difficoltà incontrate nel tentativo di estrarlo, i soldati cercarono di costringere alcuni giovani ad aiutarli e in risposta al loro rifiuto cominciarono a malmenarli.
In quella frangente l'undicenne Giovan Battista Perasso dopo aver raccolto una pietra, accingendosi a lanciarla gridò: "Che l'inse?", la frase destinata a diventare il motto della rivolta genovese, traducibile in "Comincio?"
La popolazione di Genova, insofferente e stanca delle angherie costretta a subire dalle truppe dell'impero asburgico che occupavano la città, partecipò in massa alla rivolta di liberazione e attribuì al ragazzo il nomignolo di "balilla" traducibile come pallina, ovvero un diminutivo di palla.
Al "Balilla" farà riferimento una strofa dell'inno nazionale italiano "Fratelli d'Italia" che canta:
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
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