Insurrezione di Genova
Un ragazzino di nome Giovanni Battista Perasso lancia un sasso contro un ufficiale austriaco dando vita all’insurrezione di Genova. L'undicenne viene soprannominato dai concittadini: "il Balilla".
Insurrezione di Genova
Un ragazzino di nome Giovanni Battista Perasso lancia un sasso contro un ufficiale austriaco dando vita all’insurrezione di Genova. L'undicenne viene soprannominato dai concittadini: "il Balilla".
Per superare le difficoltà incontrate nel tentativo di estrarlo, i soldati cercarono di costringere alcuni giovani ad aiutarli e in risposta al loro rifiuto cominciarono a malmenarli.
In quella frangente l'undicenne Giovan Battista Perasso dopo aver raccolto una pietra, accingendosi a lanciarla gridò: "Che l'inse?", la frase destinata a diventare il motto della rivolta genovese, traducibile in "Comincio?"
La popolazione di Genova, insofferente e stanca delle angherie costretta a subire dalle truppe dell'impero asburgico che occupavano la città, partecipò in massa alla rivolta di liberazione e attribuì al ragazzo il nomignolo di "balilla" traducibile come pallina, ovvero un diminutivo di palla.
Al "Balilla" farà riferimento una strofa dell'inno nazionale italiano "Fratelli d'Italia" che canta:
Dall'Alpe a Sicilia,
Dovunque è Legnano;
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core e la mano;
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla;
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte,
siam pronti alla morte.
Siam pronti alla morte,
l'Italia chiamò, sì!
