Accadde Oggi 28 luglio 1978:

Sarebbe italiana la prima nascita in provetta


A pochi giorni dalla prima nascita "in vitro" la dottoressa Laura De Pauli ricorda che a Bologna il professor Daniele Petrucci aveva già ottenuto almeno ventotto nascite da inseminazione artificiale realizzata su vetrini da microscopio. La sperimentazione era iniziata nel 1958 e le prime nascite sono avvenute a partire dal 1961 fino al 1973 anno della sua morte del biologo.


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La dottoressa Laura De Pauli che per molti anni ha collaborato con il professor Daniele Petrucci, il medico italiano che per primo fece esperimenti di fecondazione in vitro a pochi giorni dalla nascita di Louise Brown nel Regno Unito, quella che si ritiene essere la prima bambina al mondo nata tramite inseminazione artificiale, ha dichiarato all’ANSA che il professor Petrucci avviò i primi esperimenti nel 1958.

Si trattava di lavoro di laboratorio per giungere alla fecondazione in vitro nel tentativo di risolvere il problema di donne che per l'occlusione delle tube ovariche non erano in grado di avere figli.

L’idea era verificare se era possibile fecondare l'ovulo esternamente, se aveva una vita, come nutrirlo e che ambiente dargli.

Qualche anno dopo (dice ancora la dottoressa De Pauli) Petrucci, che aveva illustrato in un congresso medico la sua tecnica documentandola con un filmato, riuscì a concretizzare la sua scoperta con il primo tentativo nel 1961.

Su una paziente italiana prelevò un ovulo maturo e dopo averlo fecondato in provetta si accinse a reinserirlo nell'utero della paziente in una clinica privata bolognese ma la suora responsabile della sala operatoria, rifiutando di prestare la sua opera non garantì la sterilità della relativa attrezzatura, ritenendolo un atto contrario ai principi morali.

Petrucci si rivolse in Curia per ottenere il permesso di continuare l'intervento e lo stesso vicario, mons. Bettazzi, poi arcivescovo di Ivrea, recatosi in clinica non riuscì a far recedere la suora dalla sua decisione.

L'intervento fu annullato e il dottor Petrucci decise di proseguire esperimenti e interventi in segreto.

La stampa aveva parlato a lungo di questi esperimenti, condannati dai quotidiani cattolici sebbene il Vaticano non si sia mai pronunciato ufficialmente su di essi.

Quando molti lo accusarono di volersi sostituie a Dio, rispose: “Non faccio altro che raccogliere quello che Dio mi offre ed unirlo, poiché in altro modo non potrebbe avvenire”.

Il prelievo dell'ovulo avveniva tramite un cudoscopio messo a punto da una ditta tedesca, strumento che permetterva di operare per via vaginale ma nessuno è in grado di dire con certezza quanti interventi abbia portato a termine.

L’unica via è confidare nella testimonianza di almeno uno di questi nati per vedere riconosciuto il primato del dottor Petrucci, la concretizzazione scientifica dei suoi esperimenti.

In parecchi casi il ricercatore assistette alla nascita di questi bambini seguendone i primi mesi di vita per assicurarsi che tutto funzionasse bene e al proposito la nuora Manuela ricorda di avere conosciuto nello studio del suocero, poco tempo prima che morisse, uno splendido bambino nato in Sardegna nel 1971.

 
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28 luglio 2022

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