La battaglia di Milazzo
Dopo alcuni scontri avvenuti nei giorni precedenti, la Battaglia di Milazzo entra nella sua fase più cruenta. L'armata garibaldina sostenuta da altri cinquemila volontari ha la meglio sull'esercito borbonico che evacuerà il giorno successivo. Garibaldi ferito a un piede è stato salvato dal tempestivo intervento di Giuseppe Missori.
La battaglia di Milazzo
Dopo alcuni scontri avvenuti nei giorni precedenti, la Battaglia di Milazzo entra nella sua fase più cruenta. L'armata garibaldina sostenuta da altri cinquemila volontari ha la meglio sull'esercito borbonico che evacuerà il giorno successivo. Garibaldi ferito a un piede è stato salvato dal tempestivo intervento di Giuseppe Missori.
La decisione di Garibaldi di attaccare lo schieramento borbonico su due linee, con una colonna centrale e due attacchi laterali contemporanei per creare un diversivo, si dimostra inefficace: i garibaldini respinti duramente faticano a contenere il contrattacco borbonico tra gravi perdite.
Operata rapidamente la riorganizzazione dei quadri, i garibaldini attaccarno per più di sei ore grazie alla presenza in prima linea dei comandanti capaci di motivarne continuamente l'azione.
L'improvviso attacco della cavalleria borbonica rischia di travolgere Garibaldi che ferito da un proiettile sotto il piede stava abbandonando il cavallo anch'esso colpito dai borbonici, prontamente messo in salvo dall'intervento di Giuseppe Missori.
I borbonici avevano richiesto rinforzi dalla cittadella fortificata dove erano asserragliati 1.400 uomini guidati dal colonnello Raffaele Pironti ma non avendone ricevuto il sostegno, il comandante Ferdinando Beneventano Del Bosco scelse di arretrare verso l'abitato.
Nel frattempo il comandante della pirocorvetta Tukory, Carlo Pellion di Persano, cede la nave alle forze garibaldine che con i 10 cannoni a bordo iniziano a sparare sui soldati borbonici costringendoli al ritiro nella cittadella.
Il 21 luglio il ministro della guerra napoletano Giuseppe Salvatore Pianell firma il patto per l'evacuazione delle truppe borboniche dalla Sicilia e il 25 luglio anche i reparti guidati dai colonnelli Pironti e del Bosco ripartono verso Napoli, lasciando Milazzo a Garibaldi.
