Accadde Oggi 26 febbraio 0364:

Valentiniano è imperatore romano


Si tiene a Nicea l'incoronazione dell'imperatore romano Valentiniano I. Flavio Valentiniano, eletto già da alcuni giorni, ha temporeggiato rinviando il viaggio da Ancyra nel timore che essere incoronato nel giorno aggiuntivo dell'anno bisestile (all'epoca era il 25 febbraio ndr) potesse rivelarsi una combinazione sfortunata.


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Alla morte di Gioviano i comandanti dell'esercito si riunirono a Nicea in Bitinia, uno dei territori dell'Anatolia, per eleggerne il successore.

Inizialmente indicarono il prefetto Sallustio che rifiutò per due volte, poi le preferenze si indirizzarono a Valentiniano che venne votato all'unanimità.

Poiché il neo-eletto imperatore si trovava ad Ancyra, gli furono inviati i messaggeri per comunicargli la decisione e pregarlo di recarsi a Nicea per l'incoronazione, ma Valentiniano decise di prendere tempo: voleva evitare l'incoronazione nel giorno aggiuntivo dell'anno bisestile temendo fosse sfortunato.

In base al calendario romano in vigore all'epoca, nell'anno bisestile si aggiungeva un giorno ogni quattro anni per compensare le sei ore in più accumulate ogni anno, il giorno doveva essere quello successivo al 24 febbraio chiamato "ante diem sextum Kalendas Martias" (sesto giorno prima delle Calende di marzo) per questa ragione il 25 febbraio assumeva il nome di "bis sextus dies" (sesto giorno ripetuto) da cui il nome bisesto e il detto: "Anno bisesto, anno funesto".

Fatto dunque passare il giorno bisestile Valentiniano arriva a Nicea per la cerimonia dove nel frattempo Sallustio aveva impedito a persone influenti o in sospetto di ambizione di presentarsi in pubblico e sovvertire la designazione già avvenuta.

Il 26 febbraio 364 Valentiniano viene proclamato imperatore all'età di quarantatré anni; ricevuti diadema e porpora, i soldati dopo averlo acclamato chiesero che nominasse con un urgenza un co-imperatore, richieste a cui Valentiniano rispose:

"Pochi momenti fa, o miei compagni soldati, era in vostro potere di lasciarmi nell’oscurità di una condizione privata. Giudicando dalla testimonianza della passata mia vita che io meritassi di regnare, mi avete posto sul trono. Adesso è mio dovere di provvedere alla salute ed al vantaggio della Repubblica. Il peso dell’Universo è troppo grande, senza dubbio, per le mani d’un debole mortale. Io so quali sono i limiti delle mie forze e l’incertezza della mia vita; e lungi dallo sfuggire, io sono ansioso di sollecitare l’aiuto di un degno collega. Ma dove la discordia può esser fatale, la scelta di un fedele amico richiede una matura e seria deliberazione. Di questo io avrò cura. La vostra condotta sia fedele e costante. Ritiratevi ai vostri quartieri; rinfrescate gli spiriti ed i corpi e attendete il solito donativo in occasione dell’innalzamento al trono d’un nuovo Imperatore."

Poi raccolti i principali ufficiali chiese consiglio su chi potesse essere la persona da associare al trono, una domanda a cui il comandante di cavalleria Dagalaifo rispose: "Se ami i parenti, eccellentissimo imperatore, hai un fratello; se ami lo stato, scegli un altro uomo da vestire di porpora".

Il neo imperatore seppure seccato dalla risposta mantenne la calma, entrato a Nicomedia il primo giorno di marzo dello stesso anno, assunse il fratello Valente come tribuno della stalla e una volta a Costantinopoli il 28 marzo 364, portato Valente a Ebdomo, un sobborgo della capitale, lo associò al trono nominandolo Augusto della parte orientale dell'Impero adornandolo con il diadema e con le insegne imperiali, tenendo per sé le prefetture Occidentali e l'Illirico.

Ultima revisione:
Inserito il:
31 gennaio 2026
26 febbraio 2022

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