Epicuro (filosofo)
Discepolo di Nausifane (da cui apprese la filosofia di Democrito) e di Panfilo alla cui scuola si formò sul pensiero di Platone, intorno all'anno 307 avanti Cristo fondò una propria scuola ad Atene attraverso cui diffuse la propria dottrina.
E' stato autore di oltre trecento opere tra cui spicca "Della natura", composta da trentasette volumi, di cui alcuni frammenti vennero ritrovati nella villa dei Papiri a Ercolano.
Alla base della filosofia epicurea si pone la ricerca della felicità e le tre parti in cui può essere suddiviso il suo pensiero (logica, fisica, etica) volgono tutte al compimento di questo compito.
Per Epicuro la felicità è calma perfetta, quiete suprema e assenza di dolore, per questo distingue "piaceri naturali e necessari" (ad esempio bere quando si ha sete), "naturali, ma non necessari" (la ricerca di cibi raffinati), "non naturali e non necessari" (come il desiderio di onori): l'uomo saggio si occuperà anzitutto di appagare i primi lasciando invece da parte gli altri.
Muore settantaduenne ad Atene per le complicanze di una calcolosi renale, in una data imprecisata dell'anno 270 avanti Cristo; secondo Ermippo: " Epicuro in punto di morte, entrato in una tinozza di bronzo piena di acqua calda, chiese del vino puro e lo bevve d'un fiato. Dopo aver raccomandato agli amici di non dimenticare il suo pensiero, spirò."
Prosegue Ermippo: "Noi abbiamo scritto per lui questo epigramma: «"Siate felici e memori del mio pensiero", furono le ultime parole di Epicuro agli amici. Entrato nel calore della tinozza, con uno stesso sorso bevve vino puro e il freddo della morte. Tale fu la sua vita e tale la sua fine "
