Accadde Oggi 14 luglio 1850:
Il fabbricante di ghiaccio
Il fisico John Gorrie dimostra il funzionamento della sua macchina per la produzione del ghiaccio. Durante il ricevimento del console francese nel "giorno della Bastiglia" serve vino con pezzetti di ghiaccio ottenuti con un sistema di aria compressa.
Accadde Oggi 14 luglio 1850
176 anni fa - accaddeoggi.it ©
Il principio della refrigerazione artificiale è già noto dalla metà del 1700, quando William Cullen ne dimostrò l'efficacia in un laboratorio dell'Università di Glasgow riscaldando l'etere etilico in una provetta.
Studi successivi da parte di Oliver Evans e Jocob Perkins permisero nuovi esperimenti basati sull'uso del vapore anzichè dei liquidi in un compressore a circuito chiuso, ma l'apporto decisivo alla produzione di ghiaccio per uso domestico venne da John Gorrie, nativo della caribica isola di Nevis.
Questi provò a seguire la via meccanica e nei suoi appunti scrisse: "Se l'aria viene altamente compressa viene surriscaldata dall'energia della compressione. Se questa aria compressa viene fatta circolare attraverso tubi metallici raffreddati da acqua e se quest'aria portata alla temperatura dell'acqua viene espansa alla pressione atmosferica, possono essere ottenute temperature molto basse. Abbastanza basse da congelare l'acqua.
Messo a punto un prototipo nel 1848 aveva bisogno di procurarsi i capitali necessari per la commercializzazione della sua invenzione, per questo nell'afoso pomeriggio del 14 luglio 1850 in Florida partecipò al ricevimento del console francese in occasione del "giorno della Bastiglia".
Gorrie cominciò a lamentarsi del dover bere vino caldo in quelle condizioni climatiche, poi immediatamente aggiunse: "Nel giorno della Bastiglia la Francia ha dato ai cittadini ciò che volevano. Il console Rosan dà ai suoi ospiti ciò che vogliono: vino fresco. Anche se chiedono un miracolo!"
E nel concludere la frase fa un cenno ai camerieri che entrano con bottiglie di vino frizzante su vassoi di ghiaccio "meccanicamente prodotto nella soffocante estate della Florida" tra lo stupore generale.
Un mese dopo ottenne il brevetto in Gran Bretagna e il 6 maggio 1851 quello statunitense.
(Nell'immagine: la macchina del ghiaccio progettata da John Gorrie)
Ultima revisione:
Inserito il:
27 maggio 2026
12 luglio 2013
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Il fisico John Gorrie dimostra il funzionamento della sua macchina per la produzione del ghiaccio. Durante il ricevimento del console francese nel "giorno della Bastiglia" serve vino con pezzetti di ghiaccio ottenuti con un sistema di aria compressa.
Accadde Oggi 14 luglio 1850
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Il principio della refrigerazione artificiale è già noto dalla metà del 1700, quando William Cullen ne dimostrò l'efficacia in un laboratorio dell'Università di Glasgow riscaldando l'etere etilico in una provetta.
Studi successivi da parte di Oliver Evans e Jocob Perkins permisero nuovi esperimenti basati sull'uso del vapore anzichè dei liquidi in un compressore a circuito chiuso, ma l'apporto decisivo alla produzione di ghiaccio per uso domestico venne da John Gorrie, nativo della caribica isola di Nevis.
Questi provò a seguire la via meccanica e nei suoi appunti scrisse: "Se l'aria viene altamente compressa viene surriscaldata dall'energia della compressione. Se questa aria compressa viene fatta circolare attraverso tubi metallici raffreddati da acqua e se quest'aria portata alla temperatura dell'acqua viene espansa alla pressione atmosferica, possono essere ottenute temperature molto basse. Abbastanza basse da congelare l'acqua.
Messo a punto un prototipo nel 1848 aveva bisogno di procurarsi i capitali necessari per la commercializzazione della sua invenzione, per questo nell'afoso pomeriggio del 14 luglio 1850 in Florida partecipò al ricevimento del console francese in occasione del "giorno della Bastiglia".
Gorrie cominciò a lamentarsi del dover bere vino caldo in quelle condizioni climatiche, poi immediatamente aggiunse: "Nel giorno della Bastiglia la Francia ha dato ai cittadini ciò che volevano. Il console Rosan dà ai suoi ospiti ciò che vogliono: vino fresco. Anche se chiedono un miracolo!"
E nel concludere la frase fa un cenno ai camerieri che entrano con bottiglie di vino frizzante su vassoi di ghiaccio "meccanicamente prodotto nella soffocante estate della Florida" tra lo stupore generale.
Un mese dopo ottenne il brevetto in Gran Bretagna e il 6 maggio 1851 quello statunitense.
(Nell'immagine: la macchina del ghiaccio progettata da John Gorrie)
Studi successivi da parte di Oliver Evans e Jocob Perkins permisero nuovi esperimenti basati sull'uso del vapore anzichè dei liquidi in un compressore a circuito chiuso, ma l'apporto decisivo alla produzione di ghiaccio per uso domestico venne da John Gorrie, nativo della caribica isola di Nevis.
Questi provò a seguire la via meccanica e nei suoi appunti scrisse: "Se l'aria viene altamente compressa viene surriscaldata dall'energia della compressione. Se questa aria compressa viene fatta circolare attraverso tubi metallici raffreddati da acqua e se quest'aria portata alla temperatura dell'acqua viene espansa alla pressione atmosferica, possono essere ottenute temperature molto basse. Abbastanza basse da congelare l'acqua.
Messo a punto un prototipo nel 1848 aveva bisogno di procurarsi i capitali necessari per la commercializzazione della sua invenzione, per questo nell'afoso pomeriggio del 14 luglio 1850 in Florida partecipò al ricevimento del console francese in occasione del "giorno della Bastiglia".
Gorrie cominciò a lamentarsi del dover bere vino caldo in quelle condizioni climatiche, poi immediatamente aggiunse: "Nel giorno della Bastiglia la Francia ha dato ai cittadini ciò che volevano. Il console Rosan dà ai suoi ospiti ciò che vogliono: vino fresco. Anche se chiedono un miracolo!"
E nel concludere la frase fa un cenno ai camerieri che entrano con bottiglie di vino frizzante su vassoi di ghiaccio "meccanicamente prodotto nella soffocante estate della Florida" tra lo stupore generale.
Un mese dopo ottenne il brevetto in Gran Bretagna e il 6 maggio 1851 quello statunitense.
(Nell'immagine: la macchina del ghiaccio progettata da John Gorrie)
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