Accadde Oggi 16 ottobre 1983:
Rapita Elena Luisi: ha diciassette mesi
A Lugliano di Lucca viene rapita Elena Luisi una bambina di diciassette mesi. Nel cuore della notte i rapitori, quattro uomini incappucciati, fanno irruzione nella casa in cui Rino Luisi e Isabella Citti vivono con i genitori di lei (il padre è l'industriale Niccolò Citti) e dopo una colluttazione portano via la bambina avvolta in una coperta.
Accadde Oggi 16 ottobre 1983
43 anni fa - accaddeoggi.it ©
Elena Luisi, la bambina rapita
Nella notte tra domenica 16 ottobre e lunedì 17, quattro uomini incappucciati fanno irruzione nella casa di Rino Luisi e Isabella Citti in una zona isolata poco distante da Bagni di Lucca denominata Castello di Lugliano, raggiungibile solo attraverso una stradina impervia che attraversa il bosco.
Nell'abitazione vivono anche i genitori della donna, Niccolò Citti di 58 anni, assessore all'Industria e Commercio del comune e imprenditore titolare della Italvetro e la moglie Norma Morganti, insieme alla piccola Elena Luisi nata diciassette mesi fa; al momento dell'irruzione avvenuta intorno a mezzanotte sono tutti in casa ad eccezione di Rino Luisi proprietario di un pullman gran-turismo che dovrebbe rientrare a breve da un viaggio a Roma dove ha accompagnato una comitiva di turisti.
Raggiunta la casa con una utilitaria, poiché nella stretta via non potrebbero passare vetture più grandi, i quattro assaltano la famiglia picchiando, imbavagliando e legando Niccolò Citti, la moglie Morgana e la figlia Isabella e devastando l'abitazione in cerca di denaro, gioielli e altri oggetti di valore, infine prendono la piccola Elena di diciassette mesi, l'avvolgono in una coperta, tagliano i fili del telefono e si allontanano a bordo dell'auto con cui erano arrivati.
Quindici minuti dopo Isabella riesce a liberarsi e pur se ferita tenta di inseguire i rapitori con la sua auto, in fondo al viale incontra il marito di ritorno dal lavoro e insieme raggiungono i carabinieri per denunciare l'accaduto, ma gli immediati posti di blocco istituiti non danno risultati; i rapitori che lasciando la casa avevano intimato: "Preparate i soldi, molti soldi. Ci rifaremo vivi tra cinque giorni" sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
La bambina verrà ritrovata nella notte tra il 25 e il 26 novembre 1983 a Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina in una cesta di vimini lasciata in aperta campagna con alcuni sacchi di juta per coperta, dove i carabinieri sono arrivati anche grazie alle rivelazioni di un uomo fermato alcuni giorni prima nei pressi delle carceri di Ferrara, decisosi a collaborare dopo lunghi interrogatori.
Inserito il:
14 ottobre 2011
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A Lugliano di Lucca viene rapita Elena Luisi una bambina di diciassette mesi. Nel cuore della notte i rapitori, quattro uomini incappucciati, fanno irruzione nella casa in cui Rino Luisi e Isabella Citti vivono con i genitori di lei (il padre è l'industriale Niccolò Citti) e dopo una colluttazione portano via la bambina avvolta in una coperta.
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Nella notte tra domenica 16 ottobre e lunedì 17, quattro uomini incappucciati fanno irruzione nella casa di Rino Luisi e Isabella Citti in una zona isolata poco distante da Bagni di Lucca denominata Castello di Lugliano, raggiungibile solo attraverso una stradina impervia che attraversa il bosco.
Nell'abitazione vivono anche i genitori della donna, Niccolò Citti di 58 anni, assessore all'Industria e Commercio del comune e imprenditore titolare della Italvetro e la moglie Norma Morganti, insieme alla piccola Elena Luisi nata diciassette mesi fa; al momento dell'irruzione avvenuta intorno a mezzanotte sono tutti in casa ad eccezione di Rino Luisi proprietario di un pullman gran-turismo che dovrebbe rientrare a breve da un viaggio a Roma dove ha accompagnato una comitiva di turisti.
Raggiunta la casa con una utilitaria, poiché nella stretta via non potrebbero passare vetture più grandi, i quattro assaltano la famiglia picchiando, imbavagliando e legando Niccolò Citti, la moglie Morgana e la figlia Isabella e devastando l'abitazione in cerca di denaro, gioielli e altri oggetti di valore, infine prendono la piccola Elena di diciassette mesi, l'avvolgono in una coperta, tagliano i fili del telefono e si allontanano a bordo dell'auto con cui erano arrivati.
Quindici minuti dopo Isabella riesce a liberarsi e pur se ferita tenta di inseguire i rapitori con la sua auto, in fondo al viale incontra il marito di ritorno dal lavoro e insieme raggiungono i carabinieri per denunciare l'accaduto, ma gli immediati posti di blocco istituiti non danno risultati; i rapitori che lasciando la casa avevano intimato: "Preparate i soldi, molti soldi. Ci rifaremo vivi tra cinque giorni" sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
La bambina verrà ritrovata nella notte tra il 25 e il 26 novembre 1983 a Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina in una cesta di vimini lasciata in aperta campagna con alcuni sacchi di juta per coperta, dove i carabinieri sono arrivati anche grazie alle rivelazioni di un uomo fermato alcuni giorni prima nei pressi delle carceri di Ferrara, decisosi a collaborare dopo lunghi interrogatori.
Nell'abitazione vivono anche i genitori della donna, Niccolò Citti di 58 anni, assessore all'Industria e Commercio del comune e imprenditore titolare della Italvetro e la moglie Norma Morganti, insieme alla piccola Elena Luisi nata diciassette mesi fa; al momento dell'irruzione avvenuta intorno a mezzanotte sono tutti in casa ad eccezione di Rino Luisi proprietario di un pullman gran-turismo che dovrebbe rientrare a breve da un viaggio a Roma dove ha accompagnato una comitiva di turisti.
Raggiunta la casa con una utilitaria, poiché nella stretta via non potrebbero passare vetture più grandi, i quattro assaltano la famiglia picchiando, imbavagliando e legando Niccolò Citti, la moglie Morgana e la figlia Isabella e devastando l'abitazione in cerca di denaro, gioielli e altri oggetti di valore, infine prendono la piccola Elena di diciassette mesi, l'avvolgono in una coperta, tagliano i fili del telefono e si allontanano a bordo dell'auto con cui erano arrivati.
Quindici minuti dopo Isabella riesce a liberarsi e pur se ferita tenta di inseguire i rapitori con la sua auto, in fondo al viale incontra il marito di ritorno dal lavoro e insieme raggiungono i carabinieri per denunciare l'accaduto, ma gli immediati posti di blocco istituiti non danno risultati; i rapitori che lasciando la casa avevano intimato: "Preparate i soldi, molti soldi. Ci rifaremo vivi tra cinque giorni" sono riusciti a far perdere le proprie tracce.
La bambina verrà ritrovata nella notte tra il 25 e il 26 novembre 1983 a Barcellona Pozzo di Gotto in provincia di Messina in una cesta di vimini lasciata in aperta campagna con alcuni sacchi di juta per coperta, dove i carabinieri sono arrivati anche grazie alle rivelazioni di un uomo fermato alcuni giorni prima nei pressi delle carceri di Ferrara, decisosi a collaborare dopo lunghi interrogatori.
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