Accadde Oggi 01 luglio 1908:
Inaugurato il Grand Hotel di Rimini
Cerimonia inaugurale per il Grand Hotel di Rimini progettato dall'uruguaiano Paolo Somazzi su commissione della Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini. Dotato di duecento camere, con ampie terrazze, sale sfarzose e la facciata rosa in stile liberty, si accinge a diventare meta di vacanza per personalità in vista dell'arte e della cultura e della nobiltà mondiale.
Accadde Oggi 01 luglio 1908
118 anni fa - accaddeoggi.it ©
Inaugurato il 1° luglio del 1908, il Grand Hotel di Rimini è un’opera
innovativa frutto dell’ingegno dell’architetto Paolito Somazzi, che
aveva già realizzato strutture ricettive principalmente in Svizzera.
Il linguaggio dell’architetto sudamericano è molto personale,
caratterizzato dall’innesto di motivi moderni, ispirati al gusto della
Secessione viennese e al Liberty italiano, entrambi modulazioni di quel
grande movimento artistico che fu l’Art Nouveau, nata in Francia.
Le linee sinuose continue, che fondono struttura e decorazione
armoniosamente, sprigionano un movimento vigoroso, carico di
energia. La ricerca di espressività della forma architettonica abbandona
i canoni classici per utilizzare elementi sia naturali sia antropomorfi,
attraverso i quali l’edificio vuole attirare l’attenzione dell’osservatore,
quasi prendendosene gioco, come fanno i “mascheroni” a bocca aperta
a fianco dell’ingresso, che ne vogliono rispecchiare lo stupore per
un’opera di tale suggestione.
La facciata, volutamente, non guarda il mare, ma si impone maestosa
sulla Piazza del Risorgimento, a completare il centro della città ideale
del turismo balneare. Un’agorà moderna, luogo di incontro e vita
sociale, che, nel momento della grande rivoluzione artistica, culturale
e di costume dell’Art Nouveau, permette a Rimini di assurgere a meta
privilegiata delle élite che infiammano la Belle Époque di tutta Europa,
tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Ostenda d’Italia” e da essere
pubblicizzata come “la spiaggia più bella del mondo”.
Al Grand Hotel approdano i “nuovi viaggiatori” che preferiscono, a ville
e villini privati, il Grande Albergo come segno di elevazione sociale e
modernità, nel segno di un viaggiare che diviene itinerante e dinamico
come il futurismo incombente.
E' il luogo in cui questa ricca borghesia
emergente trova il luogo d’incontro ideale con le blasonate aristocrazie,
che escono dai loro palazzi per mescolarsi, nel mondo rutilante della
nuova upper class, tra la mondanità delle feste sfarzose nei suoi saloni e la
segretezza degli incontri libertini nelle sue stanze. Il “bel mondo” passa
da qui, dal Principe Corsini al Duca degli Abruzzi, dalla Principessa
Colonna ad Eleonora Duse, Enrico Caruso e Tommaso Marinetti.
Inserito il:
1 giugno 2021
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Inaugurato il Grand Hotel di Rimini
Cerimonia inaugurale per il Grand Hotel di Rimini progettato dall'uruguaiano Paolo Somazzi su commissione della Società Milanese Alberghi Ristoranti e Affini. Dotato di duecento camere, con ampie terrazze, sale sfarzose e la facciata rosa in stile liberty, si accinge a diventare meta di vacanza per personalità in vista dell'arte e della cultura e della nobiltà mondiale.
Accadde Oggi 01 luglio 1908
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Inaugurato il 1° luglio del 1908, il Grand Hotel di Rimini è un’opera
innovativa frutto dell’ingegno dell’architetto Paolito Somazzi, che
aveva già realizzato strutture ricettive principalmente in Svizzera.
Il linguaggio dell’architetto sudamericano è molto personale, caratterizzato dall’innesto di motivi moderni, ispirati al gusto della Secessione viennese e al Liberty italiano, entrambi modulazioni di quel grande movimento artistico che fu l’Art Nouveau, nata in Francia.
Le linee sinuose continue, che fondono struttura e decorazione armoniosamente, sprigionano un movimento vigoroso, carico di energia. La ricerca di espressività della forma architettonica abbandona i canoni classici per utilizzare elementi sia naturali sia antropomorfi, attraverso i quali l’edificio vuole attirare l’attenzione dell’osservatore, quasi prendendosene gioco, come fanno i “mascheroni” a bocca aperta a fianco dell’ingresso, che ne vogliono rispecchiare lo stupore per un’opera di tale suggestione.
La facciata, volutamente, non guarda il mare, ma si impone maestosa sulla Piazza del Risorgimento, a completare il centro della città ideale del turismo balneare. Un’agorà moderna, luogo di incontro e vita sociale, che, nel momento della grande rivoluzione artistica, culturale e di costume dell’Art Nouveau, permette a Rimini di assurgere a meta privilegiata delle élite che infiammano la Belle Époque di tutta Europa, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Ostenda d’Italia” e da essere pubblicizzata come “la spiaggia più bella del mondo”.
Al Grand Hotel approdano i “nuovi viaggiatori” che preferiscono, a ville e villini privati, il Grande Albergo come segno di elevazione sociale e modernità, nel segno di un viaggiare che diviene itinerante e dinamico come il futurismo incombente.
E' il luogo in cui questa ricca borghesia emergente trova il luogo d’incontro ideale con le blasonate aristocrazie, che escono dai loro palazzi per mescolarsi, nel mondo rutilante della nuova upper class, tra la mondanità delle feste sfarzose nei suoi saloni e la segretezza degli incontri libertini nelle sue stanze. Il “bel mondo” passa da qui, dal Principe Corsini al Duca degli Abruzzi, dalla Principessa Colonna ad Eleonora Duse, Enrico Caruso e Tommaso Marinetti.
Il linguaggio dell’architetto sudamericano è molto personale, caratterizzato dall’innesto di motivi moderni, ispirati al gusto della Secessione viennese e al Liberty italiano, entrambi modulazioni di quel grande movimento artistico che fu l’Art Nouveau, nata in Francia.
Le linee sinuose continue, che fondono struttura e decorazione armoniosamente, sprigionano un movimento vigoroso, carico di energia. La ricerca di espressività della forma architettonica abbandona i canoni classici per utilizzare elementi sia naturali sia antropomorfi, attraverso i quali l’edificio vuole attirare l’attenzione dell’osservatore, quasi prendendosene gioco, come fanno i “mascheroni” a bocca aperta a fianco dell’ingresso, che ne vogliono rispecchiare lo stupore per un’opera di tale suggestione.
La facciata, volutamente, non guarda il mare, ma si impone maestosa sulla Piazza del Risorgimento, a completare il centro della città ideale del turismo balneare. Un’agorà moderna, luogo di incontro e vita sociale, che, nel momento della grande rivoluzione artistica, culturale e di costume dell’Art Nouveau, permette a Rimini di assurgere a meta privilegiata delle élite che infiammano la Belle Époque di tutta Europa, tanto da guadagnarsi l’appellativo di “Ostenda d’Italia” e da essere pubblicizzata come “la spiaggia più bella del mondo”.
Al Grand Hotel approdano i “nuovi viaggiatori” che preferiscono, a ville e villini privati, il Grande Albergo come segno di elevazione sociale e modernità, nel segno di un viaggiare che diviene itinerante e dinamico come il futurismo incombente.
E' il luogo in cui questa ricca borghesia emergente trova il luogo d’incontro ideale con le blasonate aristocrazie, che escono dai loro palazzi per mescolarsi, nel mondo rutilante della nuova upper class, tra la mondanità delle feste sfarzose nei suoi saloni e la segretezza degli incontri libertini nelle sue stanze. Il “bel mondo” passa da qui, dal Principe Corsini al Duca degli Abruzzi, dalla Principessa Colonna ad Eleonora Duse, Enrico Caruso e Tommaso Marinetti.
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1 giugno 2021
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