Accadde Oggi 13 agosto 1992:
Le concessioni tv nazionali in Italia
Sulla base di quanto disposto dalla legge Mammì, l'Italia rilascia le concessioni televisive nazionale alle emittenti in grado di coprire almeno l'80% del territorio. Sono considerate emittenti nazionali: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Telemontecarlo, Videomusic e Rete A. Si aggiungono alle tre reti RAI che rappresentano il servizio pubblico.
Accadde Oggi giovedì 13 agosto 1992
34 anni fa - accaddeoggi.it ©
Ultima revisione:
Inserito il:
7 giugno 2026
28 maggio 2021
Pubblicità
Questa notizia secondo l'IA:
Il provvedimento sancisce formalmente un assetto duopolistico che caratterizzerà l'etere italiano per decenni, con RAI e Fininvest a spartirsi la quasi totalità dell'audience nazionale.
Le emittenti minori come Telemontecarlo, Videomusic e Rete A, pur ottenendo la concessione, resteranno relegate a un ruolo marginale, destinate in molti casi a essere assorbite o a cambiare pelle nel decennio successivo.
La legge Mammì, pur regolamentando un settore fino a quel momento cresciuto in modo anarchico, non riuscirà a impedire la concentrazione proprietaria che diventerà oggetto di critiche crescenti e di successivi interventi normativi, tra cui la legge Maccanico e la legge Gasparri.
Questo modello televisivo influenzerà profondamente anche la politica italiana, alimentando il rapporto simbiotico tra media e potere che caratterizzerà la Seconda Repubblica.
Solo con l'avvento del digitale terrestre e poi di internet, negli anni 2000 e 2010, il monopolio duale mostrerà le prime vere crepe, aprendo lo spazio a nuovi operatori e piattaforme streaming.
*Sezione in fase sperimentale
Che ricorrenza è oggi?
Leggi e ascolta "Accadde Oggi podcast" con i principali fatti del giorno da ricordare
Iscriviti al Podcast di Accadde Oggi: https://giornopergiorno.accaddeoggi.it/?feed=mp3
Le canzoni più vendute in Italia il 13 agosto, nel:
Le concessioni tv nazionali in Italia
Sulla base di quanto disposto dalla legge Mammì, l'Italia rilascia le concessioni televisive nazionale alle emittenti in grado di coprire almeno l'80% del territorio. Sono considerate emittenti nazionali: Canale 5, Italia 1, Rete 4, Telemontecarlo, Videomusic e Rete A. Si aggiungono alle tre reti RAI che rappresentano il servizio pubblico.
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Le emittenti minori come Telemontecarlo, Videomusic e Rete A, pur ottenendo la concessione, resteranno relegate a un ruolo marginale, destinate in molti casi a essere assorbite o a cambiare pelle nel decennio successivo.
La legge Mammì, pur regolamentando un settore fino a quel momento cresciuto in modo anarchico, non riuscirà a impedire la concentrazione proprietaria che diventerà oggetto di critiche crescenti e di successivi interventi normativi, tra cui la legge Maccanico e la legge Gasparri.
Questo modello televisivo influenzerà profondamente anche la politica italiana, alimentando il rapporto simbiotico tra media e potere che caratterizzerà la Seconda Repubblica.
Solo con l'avvento del digitale terrestre e poi di internet, negli anni 2000 e 2010, il monopolio duale mostrerà le prime vere crepe, aprendo lo spazio a nuovi operatori e piattaforme streaming.
*Sezione in fase sperimentale
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