Accadde Oggi 07 maggio 1947:
L’Italia chiede l’ammissione alle Nazioni Unite
Il ministro degli Esteri italiano Carlo Sforza inoltra all'ONU la domanda di ammissione dell'Italia all' Organizzazione delle Nazioni Unite.
Accadde Oggi 07 maggio 1947
79 anni fa - accaddeoggi.it ©
Un particolare della domanda di ammissione italiana all'ONU inviata il 7 maggio 1947
La prima domanda di ammissione all'ONU viene presentata il 7 maggio 1947 e in seguito al suo mancato accoglimento ne verranno presentate numerose altre puntualmente respinte sebbene la Corte Internazionale di Giustizia il 28 maggio del 1948 si fosse espressa favorevolmente all'Italia.
Inoltre nel 1951 la capitale italiana diventava sede ospitante della FAO, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, considerata una delle principali e più importanti agenzie delle Nazioni Unite.
Il 14 dicembre del 1955 l’Italia entrava a far parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, un momento importante a cui si era giunti attraverso otto anni di negoziati diplomatici.
Secondo gli osservatori la mancata ammissione dell'Italia rientrava nella necessità di conservare i già precari equilibri internazionali in un'epoca in cui era particolarmente accesa la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, una tesi avvalorata dal fatto che insieme all'Italia furono ammessi all'ONU anche altri quindici paesi tra i quali figuravano molte nazioni appartenenti all'area politica dell'URSS.
Il sito del Ministero degli Esteri, in occasione della mostra virtuale "L'Italia con l'ONU" del 2015, a riguardo scriveva:
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, giunse al potere in Italia una nuova classe dirigente portatrice, sia pure con varie sfumature, di una visione fortemente internazionalista in politica estera, convinta, peraltro, che il multilateralismo fosse anche la via migliore per tutelare gli interessi nazionali.
Tale orientamento, favorevole alla cooperazione internazionale e alle organizzazioni internazionali, si tradusse nell'art. 11 della Costituzione.
A causa della sconfitta, l'Italia (anche se dal 1943 paese cobelligerante) non fu ammessa a partecipare alla Conferenza di San Francisco che nel 1945 diede vita all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il successivo scoppio della guerra fredda tenne il paese fuori dalla stessa per dieci anni, nel corso dei quali divenne tuttavia membro degli altri principali organismi internazionali.
Il 7 maggio 1947, poco dopo l'enunciazione della Dottrina Truman, su sollecitazione degli Stati Uniti i responsabili italiani presentarono domanda di ammissione all'Onu. Il 21 agosto la domanda fu però bocciata per il veto dell'Unione Sovietica, posto in ritorsione al veto di Washington all'ammissione degli ex satelliti dell'Asse, Bulgaria, Romania e Ungheria, ormai entrati a far parte del blocco sovietico.
Ecco dunque il testo della richiesta di adesione all'ONU presentata dall'Italia il 7 maggio 1947 dal Ministro degli Esteri Carlo Sforza al segretario ONU, il norvegese Trygve Lie :
Egregio Segretario Generale,
a nome del Governo italiano, in base a quanto dispone l'art.4 dello Statuto delle Nazioni Unite, ho l'onore di presentarLe la domanda formale di ammissione dell'Italia nell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il Governo italiano accoglie pienamente i principi sanciti dallo Statuto delle Nazioni Unite ed è disposto ad assumere gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Organizzazione.
Il mio Governo è perfettamente conscio che l'Organizzazione delle Nazioni Unite, fondandosi sul principio della sovrano uguaglianza di tutti i suoi Membri, costituisce il migliore strumento al fine di tutelare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e di assicurare la sempre maggiore e più efficiente collaborazione tra le varie Nazioni; principi ai quali la nuova Italia democratica è fermamente decisa a ispirarsi nelle sue relazioni internazionali.
Il Governo Italiano è fiducioso che l'Organizzazione delle Nazioni Unite saprà apprezzare il volenteroso contributo che verrà dato alla sua attività dalla partecipazione dell'Italia che ha già dimostrato, con i suoi sacrifici, la volontà di cooperazione alla causa comune anche attraverso il contributo fornito alle Nazioni Unite in guerra, durante due anni cobelligeranza.
Mi è gradita l'occasione per esprimerLe, signor Segretario Generale, gli atti della mia alta considerazione e le espressioni dei miei sentimenti più cordiali.
firmato: Sforza
Ultima revisione:
Inserito il:
8 aprile 2026
6 maggio 2021
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L’Italia chiede l’ammissione alle Nazioni Unite
Il ministro degli Esteri italiano Carlo Sforza inoltra all'ONU la domanda di ammissione dell'Italia all' Organizzazione delle Nazioni Unite.
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Un particolare della domanda di ammissione italiana all'ONU inviata il 7 maggio 1947
La prima domanda di ammissione all'ONU viene presentata il 7 maggio 1947 e in seguito al suo mancato accoglimento ne verranno presentate numerose altre puntualmente respinte sebbene la Corte Internazionale di Giustizia il 28 maggio del 1948 si fosse espressa favorevolmente all'Italia.
Inoltre nel 1951 la capitale italiana diventava sede ospitante della FAO, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, considerata una delle principali e più importanti agenzie delle Nazioni Unite.
Il 14 dicembre del 1955 l’Italia entrava a far parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, un momento importante a cui si era giunti attraverso otto anni di negoziati diplomatici.
Secondo gli osservatori la mancata ammissione dell'Italia rientrava nella necessità di conservare i già precari equilibri internazionali in un'epoca in cui era particolarmente accesa la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, una tesi avvalorata dal fatto che insieme all'Italia furono ammessi all'ONU anche altri quindici paesi tra i quali figuravano molte nazioni appartenenti all'area politica dell'URSS.
Il sito del Ministero degli Esteri, in occasione della mostra virtuale "L'Italia con l'ONU" del 2015, a riguardo scriveva:
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, giunse al potere in Italia una nuova classe dirigente portatrice, sia pure con varie sfumature, di una visione fortemente internazionalista in politica estera, convinta, peraltro, che il multilateralismo fosse anche la via migliore per tutelare gli interessi nazionali.
Tale orientamento, favorevole alla cooperazione internazionale e alle organizzazioni internazionali, si tradusse nell'art. 11 della Costituzione.
A causa della sconfitta, l'Italia (anche se dal 1943 paese cobelligerante) non fu ammessa a partecipare alla Conferenza di San Francisco che nel 1945 diede vita all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il successivo scoppio della guerra fredda tenne il paese fuori dalla stessa per dieci anni, nel corso dei quali divenne tuttavia membro degli altri principali organismi internazionali.
Il 7 maggio 1947, poco dopo l'enunciazione della Dottrina Truman, su sollecitazione degli Stati Uniti i responsabili italiani presentarono domanda di ammissione all'Onu. Il 21 agosto la domanda fu però bocciata per il veto dell'Unione Sovietica, posto in ritorsione al veto di Washington all'ammissione degli ex satelliti dell'Asse, Bulgaria, Romania e Ungheria, ormai entrati a far parte del blocco sovietico.
Ecco dunque il testo della richiesta di adesione all'ONU presentata dall'Italia il 7 maggio 1947 dal Ministro degli Esteri Carlo Sforza al segretario ONU, il norvegese Trygve Lie :
Egregio Segretario Generale,
a nome del Governo italiano, in base a quanto dispone l'art.4 dello Statuto delle Nazioni Unite, ho l'onore di presentarLe la domanda formale di ammissione dell'Italia nell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il Governo italiano accoglie pienamente i principi sanciti dallo Statuto delle Nazioni Unite ed è disposto ad assumere gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Organizzazione.
Il mio Governo è perfettamente conscio che l'Organizzazione delle Nazioni Unite, fondandosi sul principio della sovrano uguaglianza di tutti i suoi Membri, costituisce il migliore strumento al fine di tutelare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e di assicurare la sempre maggiore e più efficiente collaborazione tra le varie Nazioni; principi ai quali la nuova Italia democratica è fermamente decisa a ispirarsi nelle sue relazioni internazionali.
Il Governo Italiano è fiducioso che l'Organizzazione delle Nazioni Unite saprà apprezzare il volenteroso contributo che verrà dato alla sua attività dalla partecipazione dell'Italia che ha già dimostrato, con i suoi sacrifici, la volontà di cooperazione alla causa comune anche attraverso il contributo fornito alle Nazioni Unite in guerra, durante due anni cobelligeranza.
Mi è gradita l'occasione per esprimerLe, signor Segretario Generale, gli atti della mia alta considerazione e le espressioni dei miei sentimenti più cordiali.
firmato: Sforza
Inoltre nel 1951 la capitale italiana diventava sede ospitante della FAO, l'Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, considerata una delle principali e più importanti agenzie delle Nazioni Unite.
Il 14 dicembre del 1955 l’Italia entrava a far parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, un momento importante a cui si era giunti attraverso otto anni di negoziati diplomatici.
Secondo gli osservatori la mancata ammissione dell'Italia rientrava nella necessità di conservare i già precari equilibri internazionali in un'epoca in cui era particolarmente accesa la guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica, una tesi avvalorata dal fatto che insieme all'Italia furono ammessi all'ONU anche altri quindici paesi tra i quali figuravano molte nazioni appartenenti all'area politica dell'URSS.
Il sito del Ministero degli Esteri, in occasione della mostra virtuale "L'Italia con l'ONU" del 2015, a riguardo scriveva:
Dopo la fine del secondo conflitto mondiale, giunse al potere in Italia una nuova classe dirigente portatrice, sia pure con varie sfumature, di una visione fortemente internazionalista in politica estera, convinta, peraltro, che il multilateralismo fosse anche la via migliore per tutelare gli interessi nazionali.
Tale orientamento, favorevole alla cooperazione internazionale e alle organizzazioni internazionali, si tradusse nell'art. 11 della Costituzione.
A causa della sconfitta, l'Italia (anche se dal 1943 paese cobelligerante) non fu ammessa a partecipare alla Conferenza di San Francisco che nel 1945 diede vita all'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il successivo scoppio della guerra fredda tenne il paese fuori dalla stessa per dieci anni, nel corso dei quali divenne tuttavia membro degli altri principali organismi internazionali.
Il 7 maggio 1947, poco dopo l'enunciazione della Dottrina Truman, su sollecitazione degli Stati Uniti i responsabili italiani presentarono domanda di ammissione all'Onu. Il 21 agosto la domanda fu però bocciata per il veto dell'Unione Sovietica, posto in ritorsione al veto di Washington all'ammissione degli ex satelliti dell'Asse, Bulgaria, Romania e Ungheria, ormai entrati a far parte del blocco sovietico.
Ecco dunque il testo della richiesta di adesione all'ONU presentata dall'Italia il 7 maggio 1947 dal Ministro degli Esteri Carlo Sforza al segretario ONU, il norvegese Trygve Lie :
Egregio Segretario Generale,
a nome del Governo italiano, in base a quanto dispone l'art.4 dello Statuto delle Nazioni Unite, ho l'onore di presentarLe la domanda formale di ammissione dell'Italia nell'Organizzazione delle Nazioni Unite.
Il Governo italiano accoglie pienamente i principi sanciti dallo Statuto delle Nazioni Unite ed è disposto ad assumere gli obblighi derivanti dall'appartenenza all'Organizzazione.
Il mio Governo è perfettamente conscio che l'Organizzazione delle Nazioni Unite, fondandosi sul principio della sovrano uguaglianza di tutti i suoi Membri, costituisce il migliore strumento al fine di tutelare il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale e di assicurare la sempre maggiore e più efficiente collaborazione tra le varie Nazioni; principi ai quali la nuova Italia democratica è fermamente decisa a ispirarsi nelle sue relazioni internazionali.
Il Governo Italiano è fiducioso che l'Organizzazione delle Nazioni Unite saprà apprezzare il volenteroso contributo che verrà dato alla sua attività dalla partecipazione dell'Italia che ha già dimostrato, con i suoi sacrifici, la volontà di cooperazione alla causa comune anche attraverso il contributo fornito alle Nazioni Unite in guerra, durante due anni cobelligeranza.
Mi è gradita l'occasione per esprimerLe, signor Segretario Generale, gli atti della mia alta considerazione e le espressioni dei miei sentimenti più cordiali.
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