Bruno Bianchi (nuotatore, diciassette volte campione italiano)
Inizia la carriera sportiva all'età di quattordici anni con l'Unione Sportiva Triestina, entrando a far parte della compagine giovanile che nel 1958 prende parte agli Europei di nuoto a Budapest, nel 1959 conquista la medaglia d'oro nella staffetta 4x200 stile libero ai Giochi del Mediterraneo svoltisi a Beirut. e nel 1960 è nella squadra olimpica italiana per i Giochi di Roma.
Completati gli studi superiori con la maturità scientifica conseguita al Liceo Oberdan di Trieste si trasferisce a Torino grazie all'ingaggio del gruppo sportivo Fiat.
Conquista trentasei primati nello stile libero vincendo dodici titoli italiani e, grazie alle quaranta presenze in azzurro, nel 1965 diventa il capitano della Nazionale Italiana di Nuoto.
Il 28 gennaio 1966 il volo Lufthansa-005 su cui si trovava diretto al meeting di Brema, si schianta al suolo in fase di atterraggio all'aeroporto tedesco, uccidendo Bruno Bianchi, sei colleghi nuotatori, l'allenatore Paolo Costoli, il telecronista Nico Sapio e le altre trentasette persone a bordo.
