Accadde Oggi 09 settembre 1952:

Il primo telegiornale italiano


La nascente televisione italiana trasmette in via sperimentale il suo primo telegiornale. In onda dagli studi di Milano alle 21:00 ha una durata di quindici minuti ed è condotto da Furio Caccia. La sigla dell'appuntamento trisettimanale in onda il martedì, giovedì e sabato è "Giramondo" un brano del compositore napoletano Egidio Storaci.


Accadde Oggi martedì 09 settembre 1952 2026 anni fa - accaddeoggi.it ©
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E' martedì 9 settembre 1952 quando la televisione italiana, nel pieno della sua fase sperimentale, trasmetteva da Milano la prima edizione del telegiornale, un appuntamento trisettimanale della durata di circa quindici minuti in onda alle ore 21.00 il martedì, giovedì e venerdì (secondo alcune fonti queste edizioni venivano replicate la sera seguente).

Il primo conduttore è Furio Caccia che negli anni successivi ricorderà della prima edizione l'apertura dedicata alla scomparsa del ministro degli Esteri Carlo Sforza i cui funerali erano stati celebrati il 6 settembre alla presenza delle più alte cariche dello stato, un servizio sulla Regata Storica di Venezia tenutasi domenica 7 settembre e gli aggiornamenti sulla campagna elettorale dell'allora presidente statunitense Dwight Eisenhower.

La sigla musicale adottata per il telegiornale già dalla fase sperimentale è "Giramondo" del compositore napoletano Egidio Storaci".

Alcune fonti indicano che il primo telegiornale sarebbe stato trasmesso il 10 settembre ma la data discorda con il dato accertato che l'emissione avvenne di martedì, che nel 1952 era appunto il 9 settembre.


Informazioni tratte anche da:
Teche RAI
Radiocorriere TV n.1-1964
La Stampa -10/09/1992
L'avventurosa storia del TG in Italia - di Maria Grazia Bruzzone - 2002 Rizzoli
Ultima revisione:
Inserito il:
6 luglio 2026
10 settembre 2020

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Questa notizia secondo l'IA:

L'esperimento milanese anticipa quella che diventerà, dal 1954 con l'avvio ufficiale delle trasmissioni Rai, un'abitudine quotidiana per milioni di italiani.

Furio Caccia, con la sua voce pacata e il rigore giornalistico mutuato dall'esperienza radiofonica, stabilisce inconsapevolmente un modello di conduzione che influenzerà generazioni di giornalisti televisivi.

La scelta di Milano come sede sperimentale non è casuale: la città lombarda rappresenta il laboratorio tecnologico ed economico del Paese, terreno ideale per testare un mezzo di comunicazione ancora incerto nelle sue potenzialità.

Il legame tra informazione e musica, suggellato dalla sigla di Egidio Storaci, diventerà una costante del linguaggio televisivo italiano, dove l'identità sonora accompagnerà per decenni la percezione pubblica dei programmi di attualità.

Questo primo passo, apparentemente marginale, getterà le basi per la costruzione di un servizio pubblico dell'informazione che modellerà il rapporto tra cittadini, potere politico e sfera pubblica nell'Italia del dopoguerra, ridefinendo progressivamente il concetto stesso di opinione pubblica nazionale.



*Sezione in fase sperimentale

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