Accadde Oggi 31 marzo 1944:
Togliatti e il governo di unità nazionale
Per la lotta al nazi-fascismo il segretario comunista Palmiro Togliatti durante il consiglio del partito riunito a Salerno, formula la proposta di istituire un governo di unità nazionale. E' un'azione tesa a superare le divergenze presenti all'interno del Comitato di Liberazione Nazionale.
Accadde Oggi 31 marzo 1944
82 anni fa - accaddeoggi.it ©
Il 30 e il 31 marzo 1944 mentre l’Italia del centro-nord è occupata dai nazisti si riunisce a Salerno il Consiglio nazionale del Partito Comunista Italiano nato nel 1921 dalla scissione del Partito Socialista e soppresso dal fascismo.
Il partito decide di accantonare l’opposizione alla monarchia e di costituire un fronte unitario antifascista insieme alle altre forze politiche in quella che assumerà la denominazione di “la svolta di Salerno” per l'importanza che ebbe nella successiva evoluzione degli avvenimenti.
Il PCI sceglie quindi di partecipare al secondo governo provvisorio presieduto da Pietro Badoglio rendendo prioritarie la sconfitta del fascismo e la conclusione della Guerra Mondiale ancora in corso, anteponendole all’identità storica e ideologica del partito.
Ultima revisione:
Inserito il:
3 marzo 2026
28 luglio 2020
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Il 30 e il 31 marzo 1944 mentre l’Italia del centro-nord è occupata dai nazisti si riunisce a Salerno il Consiglio nazionale del Partito Comunista Italiano nato nel 1921 dalla scissione del Partito Socialista e soppresso dal fascismo.
Il partito decide di accantonare l’opposizione alla monarchia e di costituire un fronte unitario antifascista insieme alle altre forze politiche in quella che assumerà la denominazione di “la svolta di Salerno” per l'importanza che ebbe nella successiva evoluzione degli avvenimenti.
Il PCI sceglie quindi di partecipare al secondo governo provvisorio presieduto da Pietro Badoglio rendendo prioritarie la sconfitta del fascismo e la conclusione della Guerra Mondiale ancora in corso, anteponendole all’identità storica e ideologica del partito.
Il partito decide di accantonare l’opposizione alla monarchia e di costituire un fronte unitario antifascista insieme alle altre forze politiche in quella che assumerà la denominazione di “la svolta di Salerno” per l'importanza che ebbe nella successiva evoluzione degli avvenimenti.
Il PCI sceglie quindi di partecipare al secondo governo provvisorio presieduto da Pietro Badoglio rendendo prioritarie la sconfitta del fascismo e la conclusione della Guerra Mondiale ancora in corso, anteponendole all’identità storica e ideologica del partito.
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