Il terreno per i Pazzerelli
Vittorio Amedeo II dona alla confraternita del S.S. Sudario il terreno su cui dovrà sorgere l'ospedale dei Pazzerelli di Torino, una struttura specifica per ospitare gli affetti da malattie mentali che spesso sono abbandonati dalle proprie famiglie.
Il terreno per i Pazzerelli
Vittorio Amedeo II dona alla confraternita del S.S. Sudario il terreno su cui dovrà sorgere l'ospedale dei Pazzerelli di Torino, una struttura specifica per ospitare gli affetti da malattie mentali che spesso sono abbandonati dalle proprie famiglie.
PER GRAZIA DI DIO RE DI SARDEGNA, DI CIPRO, E GERUSALEMME, DUCA DI SAVOIA , DI MONFERRATO, ECC. - PRINCIPE DI PIEMONTE, ECC.
La Confraternita del SS. Sudario, e Vergine SS . delle Grazie, a cui abbiamo appoggiato la direzione dell'Ospedale de' pazzi, che intendiamo si stabilisca nella nostra Città di Torino, ci ha fatto supplicare farle dono del sito, che è nel nuovo ingrandimento verso porta Susina, nell'isola di S. Isidoro, di tavole trentuna, piedi sei, once otto, coerenti a levante la casa di Antonio Camerata, a mezzogiorno quella di Carlo Francesco ed Ottavio Amedeo, fratelli Ruscalla, e di Sebastiano Clerico, a ponente, a mezzanotte la strada pubblica, qual sito abbiamo destinato per la costruzione di detto spedale; alla cui supplicazione avendo Noi benignamente accondisceso, per trattarsi di un' opera la quale siccome ha per oggetto il pubblico bene, è di nostro singolare gradimento.
Quindi è, che per le presenti, di nostra certa scienza, ed autorità Regia, avuto il parere dei nostro Consiglio, ed informati appieno del valore di detto sito, quello abbiamo donato, ceduto, e rimesso, doniamo, cediamo, e rimettiamo alla Confraternita predetta per fabbricarvi il suddetto spedale, mandando alla Camera nostra de' Conti di interinare le presenti in tutto e per tutto secondo loro forma, mente e tenore, e queste spedirsi senza pagamento di alcuna finanza, emolumento, od altro dritto di qualunque, natura, perchè così ci piace.
Dato alla Venaria li 2 di giugno 1.728, e del nostro Regno il decimoquinto.
« VITTORIO AMEDEO»
