Rivolta all’Asinara
Cinquanta terroristi appartenenti ai Nuclei Armati Proletari e alle Brigate Rosse detenuti nel carcere sardo dell’Asinara, attaccano e cercano di sopraffare le guardie di custodia. (La violenta rivolta verrà sedata all'alba del 3 ottobre con un lancio di lacrimogeni, dopo l'arrivo sull'isola di centinaia di agenti).
Rivolta all’Asinara
Cinquanta terroristi appartenenti ai Nuclei Armati Proletari e alle Brigate Rosse detenuti nel carcere sardo dell’Asinara, attaccano e cercano di sopraffare le guardie di custodia. (La violenta rivolta verrà sedata all'alba del 3 ottobre con un lancio di lacrimogeni, dopo l'arrivo sull'isola di centinaia di agenti).
Un'immagine del reparto di massima sorveglianza Fornelli da cui è partita la rivolta
Spanu era riuscito a divincolarsi dal tentativo di immobilizzarlo del brigatista, riuscendo a dare l'allarme e a far scattare il dispositivo di sicurezza; nel frattempo gli altri detenuti confluivano in una grande stanza aprendo in qualche modo le celle, sfondando le pareti divisorie con le suppellettili a portata di mano, in tutto erano una cinquantina i rivoltosi arrivati nello stanzone.
Alle intimazioni di fare ritorno nelle celle rispondevano rispondevano con un lancio di oggetti e alcune bombolette di gas in dotazione ai fornellini presenti nelle celle che usate come bombe a mano provocavano forti esplosioni e grave pericolo per le schegge dell'involucro.
I terroristi giustificavano la rivolta con il regime persecutorio in atto nel supercarcere, accentuatosi nei giorni scorsi con le continue perquisizioni alla ricerca di materiali offensivi da utilizzare per una evasione in massa secondo un piano che si richiamasse a quello in possesso di Prospero Gallinari preparato grazie ai suggerimenti fatti giungere nel carcere anche da Renato Curcio.
I rivoltosi chiedevano il traferimento ad altro carcere ma delle richieste veniva accettata, poi verso le cinque del mattino del 3 ottobre, disatteso l'ultimatum di rientrare nelle celle, viene dato l'ordine di utilizzare i lacrimogeni mettendo fine alla sommossa.
