Fernanda Gattinoni (stilista di moda)
Trasferitasi a Londra negli anni venti del 1900 con l'intento di perfezionarsi nel disegno sartoriale fu invitata a presentare una propria collezione di moda che la portò a collaborare a Parigi con l'atelier di Coco Chanel; rientrata in Italia nel 1930 avvia una collaborazione con la Sartoria Ventura di Milano di cui diventa direttrice stilistica, trasferendosi a Roma nel dopoguerra dove fonda la propria casa di moda aprendo il primo atelier in viale Marche e trasferendosi poi in via Toscana.
Il successo arriva rapido quando alcuni suoi modelli vengono fotografati per l'edizione statunitense del giornale "Vogue". Ha tra le sue clienti una delle prime donne a ricoprire la carica di ambasciatrice degli Stati Uniti d'America, Claire Boothe Luce e inizia a collaborare con alcuni registi cinematografici vestendo le attrici Lucia Bosé, Audrey Hepburn, Anna Magnani, Silvana Pampanini, Ingrid Bergman e Ava Gardne, e realizza i costumi disegnati per il film "Guerra e pace".
Il suo stile è talmente amato da indurre la principessa Margareth d'Inghilterra a violare il protocollo che esclude per le altezze reali la possibilità di vestire abiti di stilisti stranieri a Buckingham Palace e nel 1961 i suoi abiti "Gattinoni" fecero scandalo.
Dal 1981 è affiancata dal figlio Raniero nato nel 1953 e da Stefano Dominella: con alle collezioni boutique e lancia verie linee di moda pronta prêt-à-porter.
Scomparso prematuramente il figlio Raniero nel 1993, Fernanda continua a occuparsi dell’atelier, Nel 1998 è insignita dell’onorificenza di Cavaliere di gran croce dal presidente italiano Oscar Luigi Scalfaro.
Muore novantaseienne a Roma nel novembre 2002.
