Accadde Oggi 17 agosto 1942:
La nuova legge urbanistica italiana
L'Italia vara la sua nuova legge urbanistica in sostituzione di quella adottata nel 1865. Il nuovo provvedimento introduce due livelli di pianificazione, il primo è regionale e viene gestito dai Piani territoriali di coordinamento l'altro è comunale ed è gestito dal Piano regolatore generale.
Accadde Oggi lunedì 17 agosto 1942
84 anni fa - accaddeoggi.it ©
Ultima revisione:
Inserito il:
8 giugno 2026
17 agosto 2018
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Questa notizia secondo l'IA:
Il contesto in cui matura questa riforma non è casuale: il regime fascista guidato da Benito Mussolini punta a rafforzare il controllo statale sulla crescita delle città, in un momento già segnato dal conflitto mondiale e dalla necessità di pianificare la ricostruzione futura.
La legge sostituisce un impianto normativo ottocentesco ormai inadeguato a governare fenomeni urbani complessi, introducendo per la prima volta una visione sovracomunale del territorio.
Questa impostazione gerarchica, che affianca la scala regionale a quella comunale, diventerà la spina dorsale del diritto urbanistico italiano per i decenni successivi, influenzando profondamente il modo in cui i Comuni pianificheranno lo sviluppo edilizio nel secondo dopoguerra.
Gli effetti si faranno sentire anche nella gestione dell'abusivismo e della speculazione edilizia degli anni Cinquanta e Sessanta, quando il Piano regolatore generale diventerà lo strumento principale, spesso controverso, con cui amministratori locali e tecnici come ingegneri e architetti negozieranno la fisionomia delle città italiane.
*Sezione in fase sperimentale
Che ricorrenza è oggi?
Leggi e ascolta "Accadde Oggi podcast" con i principali fatti del giorno da ricordare
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Le canzoni più vendute in Italia il 17 agosto, nel:
La nuova legge urbanistica italiana
L'Italia vara la sua nuova legge urbanistica in sostituzione di quella adottata nel 1865. Il nuovo provvedimento introduce due livelli di pianificazione, il primo è regionale e viene gestito dai Piani territoriali di coordinamento l'altro è comunale ed è gestito dal Piano regolatore generale.
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La legge sostituisce un impianto normativo ottocentesco ormai inadeguato a governare fenomeni urbani complessi, introducendo per la prima volta una visione sovracomunale del territorio.
Questa impostazione gerarchica, che affianca la scala regionale a quella comunale, diventerà la spina dorsale del diritto urbanistico italiano per i decenni successivi, influenzando profondamente il modo in cui i Comuni pianificheranno lo sviluppo edilizio nel secondo dopoguerra.
Gli effetti si faranno sentire anche nella gestione dell'abusivismo e della speculazione edilizia degli anni Cinquanta e Sessanta, quando il Piano regolatore generale diventerà lo strumento principale, spesso controverso, con cui amministratori locali e tecnici come ingegneri e architetti negozieranno la fisionomia delle città italiane.
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