Beatrice Cènci (nobildonna)
(Nella foto: Beatrice Cenci in un ritratto attribuito a Guido Reni o Elisabetta Sirani)
Figlia di Francesco Cenci (un uomo violento più volte incriminato per i suoi vizi e regolarmente rilasciato grazie alla sua ricchezza) Beatrice venne rinchiusa dal padre nella rocca di Petrella Salto presso Aquila insieme alla matrigna Lucrezia Petroni nel 1595.
Innamoratasi del castellano Olimpio Calvetti, non resistendo alle angherie del padre, insieme con i fratelli Giacomo e Bernardo nel 1598 Io fece uccidere nel sonno da sicari facendolo gettare da un balcone per simulare una disgrazia.
Ma il parricidio trapelò a Roma e papa Clemente VII volle che i membri della famiglia venissero processati e torturati affinché confessassero la propria colpa.
La difesa provò a contestare il delitto di incesto, ma non riuscì a dimostrarlo e Beatrice Cenci fu condannata a morte con Giacomo e Lucrezia e decapitata davanti a ponte S. Angelo; l'altro fratello, Bernardo, per effetto della minore età fu mandato alle galere.
La vicenda e probabilmente il suo aspetto di fanciulla le avevano procurato la simpatia popolare al punto che molti sostennero che l'accanimento papale per la vicenda fosse motivato dal ricco patrimonio della famiglia Cenci che nel frattempo era stato confiscato.
