La Conferenza dei Meridiani vara i fusi orari
La Conferenza Internazionale dei Meridiani si chiude a Washington con nuove regole sull'orientamento tramite coordinate di latitudine e longitudine. E' stato varato (il 13 ottobre con risoluzione approvata il 22) anche il nuovo sistema di fusi orari che suddivide la Terra in ventiquattro aree partendo dal meridiano dell'osservatorio di Greenwich.
La Conferenza dei Meridiani vara i fusi orari
La Conferenza Internazionale dei Meridiani si chiude a Washington con nuove regole sull'orientamento tramite coordinate di latitudine e longitudine. E' stato varato (il 13 ottobre con risoluzione approvata il 22) anche il nuovo sistema di fusi orari che suddivide la Terra in ventiquattro aree partendo dal meridiano dell'osservatorio di Greenwich.
(Nella foto: i delegati presenti alla Conferenza Internazionale dei Meridiani)
Sostanzialmente la proposta era di utilizzare un doppio orario, locale ad uso della vita quotidiana e universale per l'impiego in astronomia e telegrafia, immaginando persino un orologio a due quadranti con l'indicatore dei minuti in comune.
Alcuni anni dopo l'americano Charles Dowd propose di dividere l'america in quattro fusi orari per risolvere un problema di orario ferroviario ipotizzando dapprima Washington come meridiano di riferimento, poi ripiegando su Greenwich che era già riferimento in campo marittimo.
Sandford Fleming a cui verrà in seguito riconosciuta l'invenzione dei fusi orari, propose invece di adottare un tempo universale come unico regolatore per la vita quotidiana ma presto se ne evidenziarono le oggettive difficoltà.
Nel 1883 la conferenza internazionale di Roma sulla geodetica non portò ad alcun risultato apprezzabile mentre l'anno seguente, fu Fleming ad organizzare la Conferenza di Washington in cui fu deciso di adottare la proposta di Dowd, ma essendo la Conferenza organizzata da Fleming a lui andrà il merito di avere fissato a Greenwich il meridiano di riferimento.
Nel frattempo tra il 1883 e il 1884 gli interessi economici ferroviari americani avevano fatto in modo che venisse già utilizzata la suddivisione del territorio in fusi orari.
In Europa la prima adozione del nuovo standard internazionale avviene da parte della Germania nel 1891 dove le ferrovie servendo alla mobilitazione dell’esercito necessitavano di precisione.
L’Italia invece si era già adeguata nel 1893 assumendo come meridiano di riferimento quello passante per l’Etna a cui le ferrovie si allinearono il 31 ottobre dello stesso anno mentre l’ultima nazione ad adeguarsi è stata la Francia nel 1911.
L’invenzione dei fusi orari attribuita a Sandford Fleming è stata in realtà la ratifica di una proposta di Charles Dowd alle cui conclusioni Quirico Filopanti era arrivato venticinque anni prima formulando la medesima proposta.
