I Visigoti saccheggiano Roma
I Visigoti al comando di Alarico marciano su Roma per la terza volta e penetrando attraverso porta Salaria iniziano il saccheggio della città.
I Visigoti saccheggiano Roma
I Visigoti al comando di Alarico marciano su Roma per la terza volta e penetrando attraverso porta Salaria iniziano il saccheggio della città.
Già nel 408 e nel 409 era intervenuto con i suoi uomini bloccando il porto e il corso del Tevere tagliando i viveri alla popolazione per ottenere terre per i propri uomini e riconoscimento da parte di Roma dopo che alla morte di Stilicone Roma aveva scatenato un'ondata di violenza contro i barbari federati e le loro famiglie.
Durante la notte del 24 agosto nell'anno 410, attraversando la Porta Salaria, Alarico entra in Roma che viene saccheggiata per tre giorni: dopo gli immensi tesori custoditi negli Orti Sallustiani muovono verso il centro, i Fori, e raggiungono le ville dei senatori sull’Aventino e sul Celio.
Ai Visigoti era stato ordinato di risparmiare i luoghi sacri al cristianesimo e di evitare spargimenti di sangue così ad essere saccheggiati erano soprattutto i monumenti pubblici ed le proprietà delle personalitò più in vista, impadronendosi anche dei tesori del re Salomone che i Romani avevano trafugato a Gerusalemme.
Dopo ottocento anni era la prima volta che Roma cadeva in mano nemica.
