Mario Guiducci (astronomo: "Discorso delle comete")
(Nella foto: si ritiene che non esistano immagini raffiguranti Mario Guiducci)
Figlio di Alessandro Guiducci e Camilla Capponi provenienti da due importanti famiglie fiorentine, studia al collegio dei Gesuiti a Roma e nel 1607 è membro dell'Accademia della Crusca; si laurea tre anni dopo all'Università di Pisa e rientrato a Firenze diventa allievo di Benedetto Castelli diventando amico e confidente di Galileo Galilei.
Nel 1618 partecipa al dibattito sulla teoria eliocentrica pubblicando il libro "Discorso delle Comete" in cui si sostiene erroneamente che queste siano effetti ottici della luce solare anziché oggetti celesti, ma che tale fenomeno non sarebbe possibile se la Terra fosse al centro del sistema dei vari pianeti scendendo in polemica con Orazio Grassi secondo cui egli sarebbe solo un prestanome delle parole di Galilei.
Un sostegno che Galilei ricompensa con la nomina di Guiducci a membro dell'Accademia dei Lincei.
La loro amicizia si rafforza al punto che chiamato Galilei a Roma a processo nel 1632 lascia a Mario Guiducci il compito di seguire i propri interessi a Firenze.
Guiducci muore a Firenze il 5 novembre 1646 e il giorno seguente viene sepolto nella chiesa di Ognissanti.
