L’OMS annuncia: sconfitto il vaiolo
A due anni dall'ultimo caso di vaiolo registrato in Somalia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne annuncia la scomparsa grazie alle vaccinazioni di massa avviate all'inizio del decennio. Il virus è conservato in USA e URSS in laboratori di massima sicurezza.
L’OMS annuncia: sconfitto il vaiolo
A due anni dall'ultimo caso di vaiolo registrato in Somalia, l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne annuncia la scomparsa grazie alle vaccinazioni di massa avviate all'inizio del decennio. Il virus è conservato in USA e URSS in laboratori di massima sicurezza.
Il comitato si basava sui dati dell' India dove una copertura vaccinale della popolazione vicina all’80% non era stata sufficiente a liberare il paese dal vaiolo.
Nel 1966 lo scoppio di un’epidemia di vaiolo in Nigeria segnò l’inizio di una nuova strategia per contrastare la malattia, il 90% dei nigeriani risultava già vaccinato, ma il vaiolo si diffuse comunque, probabilmente da una tribù che aveva rifiutato l'immunizzarsi per motivi religiosi.
Poiché le scorte di vaccino scarseggiavano, le autorità localizzarono e isolarono i villaggi colpiti per concentrarvi l'utilizzo delle scorte residue; venne allestito un ponte radio per permettere al personale sanitario il coordinamento nella “caccia” ai nuovi focolai dell’epidemia attuando una strategia fondata sulla sorveglianza e dimostrando che il contenimento poteva bloccare la catena di trasmissione del virus: un’alternativa alla vaccinazione di massa.
Nel 1970 questo nuovo approccio viene messo in campo per la prima volta su larga scala, per contenere una vasta epidemia esplosa in India: si procede isolando un’area abitata da due milioni di persone, mobilitando tutto il personale medico e paramedico disponibile e setacciando la regione casa per casa.
Le autorità sanitarie procedono a una vaccinazione mirata e nel giro di qualche settimana l’emergenza rientra: è il primo grande successo messo a segno dalla nuova strategia.
Queste misure però non erano sufficienti per ottenere la completa eradicazione del vaiolo: al successo del programma contribuirono infatti molti altri fattori, primo fra tutti la produzione di massa di un nuovo vaccino di qualità superiore.
Il programma del 1966 era dunque guidato da due approcci diversi, ma complementari: immunizzazione di massa grazie a nuove scorte di vaccino di alta qualità e sistemi di sorveglianza epidemiologica capaci di rilevare immediatamente e sul campo nuovi focolai.
Questo protocollo permise di raggiungere ottimi risultati: nel 1974 il 75% delle epidemie veniva scoperto nel giro di due sole settimane dalla comparsa del primo caso e il contenimento iniziava già entro 48 ore dalla segnalazione del primo caso.
Nel giro di 15-20 giorni dallo scoppio dell’epidemia non veniva più segnalato alcun nuovo caso.
Grazie al successo di questa campagna globale, a metà degli anni Settanta il vaiolo viene relegato nell’area del Corno d’Africa: l’ultimo caso isolato risale infatti al 1977, in Somalia.
Dopo una serie di minuziosi controlli effettuati in tutto il mondo da una commissione di esperti, nel dicembre del 1979 l’Oms può finalmente annunciare ufficialmente l’eradicazione completa del vaiolo.
Il direttore generale dell’Oms dell’epoca Halfdan Mahler definisce l’eradicazione del vaiolo come “un trionfo dell’organizzazione e della gestione sanitaria, non della medicina”.
Parole pronunciate in occasione di un meeting in Kenya, al quale partecipava anche il direttore del programma di eradicazione Donald Henderson a cui fu chiesto quale fosse la prossima malattia da sconfiggere, Henderson prese il microfono e rispose: “la cattiva gestione della sanità”.
(Nella foto: i dottori William H. Foege e J. Michael Lane direttori del programma di eradicazione del vaiolo dal 1970 al 1973 e dal 1973 al 1981 ritratti nel 1980 con la copia del giornale che annuncia ufficialmente la scomparsa del vaiolo dopo la 33a Assemblea Mondiale della Salute nel 1980)
