Fritz Lang (sceneggiatore e regista: "Metropolis")
Figlio di un imprenditore edile e di Pauline Schlesinger, ebrea convertitasi al cattolicesimo quando Fritz aveva dieci anni, conclusi gli studi superiori si iscrive alla Technische Hochschule di Vienna e inizia a fare pratica come pittore.
Viaggiò in Europa tra il 1910 e il 1914 nell'ultimo anno ebbe modo di approfondire gli studi pittorici a Parigi; tornato a Vienna per l'inizio della prima guerra mondiale si arruola nell'esercito nel gennaio 1915, nel giugno dell'anno successivo viene ferito gravemente e approfitta della convalescenza per inziare la stesura delle sceneggiature di alcuni film.
All'inizio del 1918 viene congedato e lavora per un breve periodo nel teatro viennese prima di accettare di lavorare come scrittore per la casa di produzione Decla di Erich Pommer a Berlino.
Qui intraprende l'attività di regista cinematografico con la Ufa e poi alla NeroFilm di proprietà dell'americano Seymour Nebenzal e nel 1919 sposa Lisa Rosenthal.
Nel 1920 però avvia incontra l'attrice e scrittrice Thea von Harbou con cui a avvia un sodalizio lavorativo e sentimentale, insieme scrivono le sceneggiature di alcuni dei suoi film più celebri: "Il dottor Mabuse (1922), I Nibelunghi (1924) e Metropolis (1927).
Si sposano nel 1922 e divorziano nel 1933.
In quell'anno il ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels offrì a Lang il posto di capo dell'Istituto del cinema tedesco, posizione rifiutata per via dello spirito antinazista dettato dalla propria fede cattolica.
Dopo essere riuscito a trasferire all'estero la maggior parte del proprio denaro Fritz Lang fuggì dalla Germania a Parigi, da dove un anno dopo, nel 1934, parte verso gli Stati Uniti grazie a un contratto con la MGM.
Dopo avere diretto numerosi film americani negli anni '50 trovando lavoro con difficoltà, torna in Germania e realizza i suoi ultimi tre film nessuno dei quali incontra grande favore da parte del pubblico.
Nel 1960 gli viene tributata una stella sulla Walk of Fame di Hollywood e nel 1964, ormai quasi cieco, viene scelto come presidente della giuria al Festival di Cannes.
Appassionato collezionista di arte primitiva porta abitualmente porta un monocolo, che negli anni è diventato un suo segno distintivo.
Rientrato negli Stati Uniti muore a Beverly Hills in California il 2 agosto 1976 colpito da un ictus all'età di ottantasei anni.
