Bettino Craxi (politico, primo Ministro dal 1983 al 1987)
In tarda adolescenza aderisce al Movimento Giovanile Socialista diventando membro del comitato centrale del Partito Socialista Italiano nel 1957; consigliere comunale a Milano nel 1960 approda alla Camera dei Deputati otto anni dopo, nel 1970 diventa vicesegretario del partito e dopo il deludente risultato elettorale del 1976 ne assume la carica di segretario generale provvedendo all'unificazione interna e prendendo le distanze dal Partito Comunista Italiano.
Con la sua guida i socialisti entrano a far parte di cinque delle sei coalizioni di governo tra il 1980 e il 1983, quando in aprile ritira i suoi deputati dal governo rendendo necessario il ricorso ad elezioni anticipate in giugno, consultazioni da cui la sua formazione politica risulta rafforzata al punto da ricevere l'incarico di primo ministro.
Forma un esecutivo che oltre ai socialisti include la Democrazia Cristiana e alcuni altri piccoli partiti moderati insieme ai quali guida una serie di politiche fiscali contro l'inflazione che nel 1983 si è attestata intorno al 16%.
L'esplosione dello scandalo di corruzione politica noto come Tangentopoli e nell'ambito del quale ha ricevuto un avviso di garanzia nel dicembre 1992, lo porta alle dimissioni dal suo partito nel febbraio 1993; non nega di avere ricevuto illegalmente finanziamenti per il Partito Socialista Italiano, ma sostiene che questa pratica fosse in uso in tutti le formazioni politiche italiane e che l'accanimento contro i soli socialisti avesse esclusivamente motivazioni politiche.
Bettino Craxi lascia l'Italia nel 1994 e si rifugia in Tunisia dove morirà il 19 gennaio del 2000, mentre in Italia vengono emesse sentenze di condanna per alcune delle accuse che gli sono state contestate.
