Giovanni Pico Della Mirandola (filosofo)
Fu in contatto con il circolo diretto da Marsilio Ficino, tra le sue opere principali figurano: "Conclusiones philosophicae, cabalisticae et theologicae" del 1486, "Oratio de dignitate hominis" (una sorta di introduzione all'opera precedente)", "Heptaplus, de septiformi sex dierum Geneseos enarratione" del 1490 e "Disputationes in Astrologiam".
Pico della Mirandola si presenta come difensore di un umanesimo filosofico in opposizione all'umanesimo puramente letterario: la sua "Orazione sulla dignità dell'uomo" considerata il manifesto dell'Umanesimo doveva costituire la lezione introduttiva a un congresso per la pace filosofica che si doveva tenere a Roma.
Deve molta della propria fama alla sua prodigiosa memoria che gli permetteva di citare con esattezza intere opere, addirittura l'intera Divina Commedia di Dante al contrario, partendo dall'ultimo verso.
Pico della Mirandola morì appena trentunenne a Firenze il 17 novembre 1494 in circostanze che non è mai stato possibile chiarire, probabilmente avvelenato.
