Accadde Oggi 17 gennaio 1977:
Ritorna la pena capitale nello Utah
Lo stato americano dello Utah esegue la prima pena capitale dopo dieci anni di moratoria. Il giustiziato è Gary Gilmore condannato per duplice omicidio; qualche ora dopo due persone ricevono le sue cornee donate insieme agli altri organi per i trapianti.
Accadde Oggi 17 gennaio 1977
49 anni fa - accaddeoggi.it ©
(Nella foto: Gary Gilmore)
Gary Mark Gilmore era nato a McCamey nel Texas il 4 dicembre 1940.
La notorietà del suo nome è legata alla effettiva esecuzione della condanna a morte emessa nei suoi confronti per gli omicidi del 19 e 20 luglio 1976 dell'impiegato di una stazione di servizio e del direttore di un motel.
La pena capitale reintrodotta proprio quell'anno dopo una moratoria di circa dieci anni, prevedeva che il condannato scegliesse tra l'impiccagione e la fucilazione; Gilmore optò la seconda e la data venne fissata per il 15 novembre alle 8 del mattino e in seguito spostata al 17 gennaio.
Dal momento della condanna l'Unione Americana per le Libertà Civili ottenne varie sospensioni della pena, contro la volontà di Gilmore secondo il quale l'associazione stava speculando sul suo caso per ottenere visibilità mentre lui aveva accettato pienamente il verdetto del tribunale, secondo alcune fonti invitando l'Unione a desistere avrebbe detto: "Questa è la mia vita, questa è la mia morte".
Il 16 novembre, il giorno successivo alla prima data fissata per l'esecuzione, Gary Gilmore tentò il suicidio e lo stesso fece il 16 gennaio, alla vigilia della nuova data di esecuzione.
Ulteriore clamore nacque attorno al suo nome dalla sua ultima volontà di donare i propri organi per i trapianti, anzitutto le cornee dei suoi occhi che nel giro di qualche ora dall'esecuzione restituirono la vista a due persone e comunque buona parte dei suoi organi vennero utilizzati per trapianti.
In sua difesa si era mosso anche il programma televisivo satirico Saturday Night Live che nella puntata dell'11 dicembre vedeva cast esibirsi in un medley natalizio con il testo delle canzoni modificato che in un passaggio recitava: "Uccidiamo Gary Gilmore per Natale" oppure, sulla musica di Winter Wonderland: "Possiamo fare un pupazzo di neve sul prato, uno con Gary Gilmore al suo interno e chiedergli "Non sei ancora morto?" e lui "No, uomo" e noi ad aspettare il morso del gelo affinché muoia".
Secondo le cronache al momento dell'esecuzione si sarebbe rivolto al plotone incaricato della fucilazione dicendo "Let's do it! (facciamolo)"; successivamente il pubblicitario Dan Wieden rivelerà di essersi ispirato proprio a questo tragico momento per creare un foamoso slogan per l'azienda sportiva Nike .
Inserito il:
14 dicembre 2011
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Ritorna la pena capitale nello Utah
Lo stato americano dello Utah esegue la prima pena capitale dopo dieci anni di moratoria. Il giustiziato è Gary Gilmore condannato per duplice omicidio; qualche ora dopo due persone ricevono le sue cornee donate insieme agli altri organi per i trapianti.
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(Nella foto: Gary Gilmore)
Gary Mark Gilmore era nato a McCamey nel Texas il 4 dicembre 1940.
La notorietà del suo nome è legata alla effettiva esecuzione della condanna a morte emessa nei suoi confronti per gli omicidi del 19 e 20 luglio 1976 dell'impiegato di una stazione di servizio e del direttore di un motel.
La pena capitale reintrodotta proprio quell'anno dopo una moratoria di circa dieci anni, prevedeva che il condannato scegliesse tra l'impiccagione e la fucilazione; Gilmore optò la seconda e la data venne fissata per il 15 novembre alle 8 del mattino e in seguito spostata al 17 gennaio.
Dal momento della condanna l'Unione Americana per le Libertà Civili ottenne varie sospensioni della pena, contro la volontà di Gilmore secondo il quale l'associazione stava speculando sul suo caso per ottenere visibilità mentre lui aveva accettato pienamente il verdetto del tribunale, secondo alcune fonti invitando l'Unione a desistere avrebbe detto: "Questa è la mia vita, questa è la mia morte".
Il 16 novembre, il giorno successivo alla prima data fissata per l'esecuzione, Gary Gilmore tentò il suicidio e lo stesso fece il 16 gennaio, alla vigilia della nuova data di esecuzione.
Ulteriore clamore nacque attorno al suo nome dalla sua ultima volontà di donare i propri organi per i trapianti, anzitutto le cornee dei suoi occhi che nel giro di qualche ora dall'esecuzione restituirono la vista a due persone e comunque buona parte dei suoi organi vennero utilizzati per trapianti.
In sua difesa si era mosso anche il programma televisivo satirico Saturday Night Live che nella puntata dell'11 dicembre vedeva cast esibirsi in un medley natalizio con il testo delle canzoni modificato che in un passaggio recitava: "Uccidiamo Gary Gilmore per Natale" oppure, sulla musica di Winter Wonderland: "Possiamo fare un pupazzo di neve sul prato, uno con Gary Gilmore al suo interno e chiedergli "Non sei ancora morto?" e lui "No, uomo" e noi ad aspettare il morso del gelo affinché muoia".
Secondo le cronache al momento dell'esecuzione si sarebbe rivolto al plotone incaricato della fucilazione dicendo "Let's do it! (facciamolo)"; successivamente il pubblicitario Dan Wieden rivelerà di essersi ispirato proprio a questo tragico momento per creare un foamoso slogan per l'azienda sportiva Nike .
La notorietà del suo nome è legata alla effettiva esecuzione della condanna a morte emessa nei suoi confronti per gli omicidi del 19 e 20 luglio 1976 dell'impiegato di una stazione di servizio e del direttore di un motel.
La pena capitale reintrodotta proprio quell'anno dopo una moratoria di circa dieci anni, prevedeva che il condannato scegliesse tra l'impiccagione e la fucilazione; Gilmore optò la seconda e la data venne fissata per il 15 novembre alle 8 del mattino e in seguito spostata al 17 gennaio.
Dal momento della condanna l'Unione Americana per le Libertà Civili ottenne varie sospensioni della pena, contro la volontà di Gilmore secondo il quale l'associazione stava speculando sul suo caso per ottenere visibilità mentre lui aveva accettato pienamente il verdetto del tribunale, secondo alcune fonti invitando l'Unione a desistere avrebbe detto: "Questa è la mia vita, questa è la mia morte".
Il 16 novembre, il giorno successivo alla prima data fissata per l'esecuzione, Gary Gilmore tentò il suicidio e lo stesso fece il 16 gennaio, alla vigilia della nuova data di esecuzione.
Ulteriore clamore nacque attorno al suo nome dalla sua ultima volontà di donare i propri organi per i trapianti, anzitutto le cornee dei suoi occhi che nel giro di qualche ora dall'esecuzione restituirono la vista a due persone e comunque buona parte dei suoi organi vennero utilizzati per trapianti.
In sua difesa si era mosso anche il programma televisivo satirico Saturday Night Live che nella puntata dell'11 dicembre vedeva cast esibirsi in un medley natalizio con il testo delle canzoni modificato che in un passaggio recitava: "Uccidiamo Gary Gilmore per Natale" oppure, sulla musica di Winter Wonderland: "Possiamo fare un pupazzo di neve sul prato, uno con Gary Gilmore al suo interno e chiedergli "Non sei ancora morto?" e lui "No, uomo" e noi ad aspettare il morso del gelo affinché muoia".
Secondo le cronache al momento dell'esecuzione si sarebbe rivolto al plotone incaricato della fucilazione dicendo "Let's do it! (facciamolo)"; successivamente il pubblicitario Dan Wieden rivelerà di essersi ispirato proprio a questo tragico momento per creare un foamoso slogan per l'azienda sportiva Nike .
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