Accadde Oggi 12 agosto 1863:
Gli italiani in vetta al Monviso
Per la prima volta una spedizione italiana raggiunge la vetta del Monviso a 3841 metri. Partecipano Quintino Sella (ex ministro delle Finanze del Regno d'Italia) e il deputato Giovanni Barracco con Paolo e Giacinto Ballada e le guide Raimondo Gertoux, Giuseppe Bouduin e Gian Battista Abbà. La cima del Monviso era già stata conquistata il 30 agosto 1861 da una spedizione anglo-francese.
Accadde Oggi mercoledì 12 agosto 1863
163 anni fa - accaddeoggi.it ©
Quintino Sella nella riproduzione di un'immagine del 1874 per il Congresso del CAI
ll 12 agosto 1863 segna una tappa decisivo per l'alpinismo italiano quando Quintino Sella, già ministro delle Finanze del Regno d’Italia, raggiunse la vetta del Monviso insieme al senatore Giovanni Barracco e ai fratelli verzuolesi Paolo e Giacinto Ballada di Saint Robert.
L’impresa, compiuta dopo due giorni di ascesa lungo il vallone di Vallanta e la via Sud, rappresenta la prima volta in cui una spedizione composta interamente da italiani riesce a conquistare la cima, a due anni dalla storica prima ascensione dell’inglese William Mathews e a dodici mesi dal successo della guida Bartolomeo Peyrot, il primo italiano a salire sulla vetta pur essendo al seguito di una cordata britannica.
Proprio l'assenza di Peyrot che Sella avrebbe fortemente voluto al suo fianco per la sua esperienza sui sentieri, rese la spedizione un’avventura carica di incognite, ridottasi a soli quattro partecipanti dopo la partenza da Casteldelfino.
Il trionfo sarebbe stato celebrato tre giorni dopo, il 15 agosto 1863, attraverso una celebre lettera inviata da Verzuolo al geologo Bartolomeo Gastaldi, in cui Sella comunicava con orgoglio la riuscita dell’impresa nazionale.
Proprio durante quelle giornate Sella maturò l'idea di dare vita al Club Alpino Italiano, formalizzando l'intento di fondare l'associazione proprio in quella stessa data a Verzuolo.
Ultima revisione:
Inserito il:
12 agosto 2026
12 agosto 2026
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Questa notizia secondo l'IA:
L'impresa di Quintino Sella non è un semplice fatto sportivo, ma un gesto identitario per la giovane nazione italiana, unita da appena due anni.
Scalare il Monviso, dalla cui sorgente nasce il Po, assume un valore simbolico profondo: è il tentativo di riappropriarsi di una montagna che, seppur italiana, era stata conquistata prima da stranieri.
Questa consapevolezza spingerà lo stesso Sella, di ritorno dalla spedizione, a fondare pochi mesi dopo a Torino il Club Alpino Italiano, con l'obiettivo di promuovere l'alpinismo come strumento di conoscenza del territorio nazionale e di formazione del carattere degli italiani.
L'iniziativa di Giovanni Barracco, deputato calabrese, testimonia inoltre come l'alpinismo delle origini coinvolga l'intera classe dirigente risorgimentale, unendo Nord e Sud in un progetto culturale comune.
Da questa scalata nascerà un modello associativo che si diffonderà in tutta la penisola, contribuendo a costruire un senso di appartenenza territoriale ancora fragile nell'Italia post-unitaria.
*Sezione in fase sperimentale
Che ricorrenza è oggi?
Leggi e ascolta "Accadde Oggi podcast" con i principali fatti del giorno da ricordare
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Per la prima volta una spedizione italiana raggiunge la vetta del Monviso a 3841 metri. Partecipano Quintino Sella (ex ministro delle Finanze del Regno d'Italia) e il deputato Giovanni Barracco con Paolo e Giacinto Ballada e le guide Raimondo Gertoux, Giuseppe Bouduin e Gian Battista Abbà. La cima del Monviso era già stata conquistata il 30 agosto 1861 da una spedizione anglo-francese.
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Quintino Sella nella riproduzione di un'immagine del 1874 per il Congresso del CAI
ll 12 agosto 1863 segna una tappa decisivo per l'alpinismo italiano quando Quintino Sella, già ministro delle Finanze del Regno d’Italia, raggiunse la vetta del Monviso insieme al senatore Giovanni Barracco e ai fratelli verzuolesi Paolo e Giacinto Ballada di Saint Robert.
L’impresa, compiuta dopo due giorni di ascesa lungo il vallone di Vallanta e la via Sud, rappresenta la prima volta in cui una spedizione composta interamente da italiani riesce a conquistare la cima, a due anni dalla storica prima ascensione dell’inglese William Mathews e a dodici mesi dal successo della guida Bartolomeo Peyrot, il primo italiano a salire sulla vetta pur essendo al seguito di una cordata britannica.
Proprio l'assenza di Peyrot che Sella avrebbe fortemente voluto al suo fianco per la sua esperienza sui sentieri, rese la spedizione un’avventura carica di incognite, ridottasi a soli quattro partecipanti dopo la partenza da Casteldelfino.
Il trionfo sarebbe stato celebrato tre giorni dopo, il 15 agosto 1863, attraverso una celebre lettera inviata da Verzuolo al geologo Bartolomeo Gastaldi, in cui Sella comunicava con orgoglio la riuscita dell’impresa nazionale.
Proprio durante quelle giornate Sella maturò l'idea di dare vita al Club Alpino Italiano, formalizzando l'intento di fondare l'associazione proprio in quella stessa data a Verzuolo.
L’impresa, compiuta dopo due giorni di ascesa lungo il vallone di Vallanta e la via Sud, rappresenta la prima volta in cui una spedizione composta interamente da italiani riesce a conquistare la cima, a due anni dalla storica prima ascensione dell’inglese William Mathews e a dodici mesi dal successo della guida Bartolomeo Peyrot, il primo italiano a salire sulla vetta pur essendo al seguito di una cordata britannica.
Proprio l'assenza di Peyrot che Sella avrebbe fortemente voluto al suo fianco per la sua esperienza sui sentieri, rese la spedizione un’avventura carica di incognite, ridottasi a soli quattro partecipanti dopo la partenza da Casteldelfino.
Il trionfo sarebbe stato celebrato tre giorni dopo, il 15 agosto 1863, attraverso una celebre lettera inviata da Verzuolo al geologo Bartolomeo Gastaldi, in cui Sella comunicava con orgoglio la riuscita dell’impresa nazionale.
Proprio durante quelle giornate Sella maturò l'idea di dare vita al Club Alpino Italiano, formalizzando l'intento di fondare l'associazione proprio in quella stessa data a Verzuolo.
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L'impresa di Quintino Sella non è un semplice fatto sportivo, ma un gesto identitario per la giovane nazione italiana, unita da appena due anni.
Scalare il Monviso, dalla cui sorgente nasce il Po, assume un valore simbolico profondo: è il tentativo di riappropriarsi di una montagna che, seppur italiana, era stata conquistata prima da stranieri.
Questa consapevolezza spingerà lo stesso Sella, di ritorno dalla spedizione, a fondare pochi mesi dopo a Torino il Club Alpino Italiano, con l'obiettivo di promuovere l'alpinismo come strumento di conoscenza del territorio nazionale e di formazione del carattere degli italiani.
L'iniziativa di Giovanni Barracco, deputato calabrese, testimonia inoltre come l'alpinismo delle origini coinvolga l'intera classe dirigente risorgimentale, unendo Nord e Sud in un progetto culturale comune.
Da questa scalata nascerà un modello associativo che si diffonderà in tutta la penisola, contribuendo a costruire un senso di appartenenza territoriale ancora fragile nell'Italia post-unitaria.
*Sezione in fase sperimentale
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