Torna a eruttare il Vesuvio
Dopo le avvisaglie dei giorni precedenti che sembravano superate, alle 3:00 del mattino il vulcano Vesuvio esplode in una nuova eruzione. Lava e proiettili infuocati cadono nell'atrio del Cavallo colpendo molte persone che tradite dalla calma apparente si sono avventurate in zona. Il fiume lavico distrugge Massa e San Sebastiano.
Torna a eruttare il Vesuvio
Dopo le avvisaglie dei giorni precedenti che sembravano superate, alle 3:00 del mattino il vulcano Vesuvio esplode in una nuova eruzione. Lava e proiettili infuocati cadono nell'atrio del Cavallo colpendo molte persone che tradite dalla calma apparente si sono avventurate in zona. Il fiume lavico distrugge Massa e San Sebastiano.
Per questa ragione già in serata molte persone si avventurarono verso l'unica che ancora scorreva per ragioni di studio dei fenomeni; sconsigliate dal proseguire insistono nel procedere e si avviano a piedi verso l'atrio del Cavallo nel tentativo di raggiungere l'unica colata lavica ancora ribollente.
Alle 4 del mattino il piccolo cono sprofonda aprendo una ampia cavità sul lato nord-ovest da cui fuoriesce un'enorme quantità di lava infuocata mentre dal cratere più in alto partono proiettili infuocati che raggiungono l'atrio del Cavallo; le persone in marcia sorprese dall'improvviso fenomeno muoiono quasi tutte, sommerse dalla lava o raggiunte dai proiettili infuocati, alcuni dei feriti più gravi moriranno nei giorni successivi in ospedale.
Superato l'atrio del Cavallo il fiume di lava entra nel fosso della Vetrana e una sua diramazione si sovrappone alle lave del 1868 e 1871 sul lato sud dell'Osservatorio; una volta raggiunto il fosso del Faraone la lava si divide in due tronconi uno dei quali si dirige nel piano delle Novelle e l'altro muove tra i villaggi di Massa e di San Sebastiano ricoprendo varie case ed estendendosi fino a Cercola.
La notte fra il 26 e 27 aprile l'Osservatorio è tra due fiumi di lave infuocate, il termometro segna 74 gradi mentre dal cratere partono altri proiettili che arrivano diretti all'Osservatorio e mentre la lava scorre si aprono tre nuove bocche, da cui escono fumo e sassi.
In mattinata, la lava è in diminuzione ma dal cratere che emette terribili boati fuoriescono cenere e proiettili che mandano in frantumi tutti i vetri dell'Osservatorio.
L'eruzione si sarebbe conclusa il 2 maggio, dopo avere distrutto gli abitati di Massa e di San Sebastiano al Vesuvio, causato la morte di 9 persone e il ferimento di altre 11
