La morte di Beethoven
Un'analisi sui capelli del compositore Ludwig van Beethoven ribalta le tesi di morte per avvelenamento da piombo, rivelando l'alto rischio genetico di malattie del fegato. Il risultato combinato con il rapporto dell'autopsia suggerisce come più probabile un decesso per cirrosi epatica. Restano ignoti i motivi della sordità.
La morte di Beethoven
Un'analisi sui capelli del compositore Ludwig van Beethoven ribalta le tesi di morte per avvelenamento da piombo, rivelando l'alto rischio genetico di malattie del fegato. Il risultato combinato con il rapporto dell'autopsia suggerisce come più probabile un decesso per cirrosi epatica. Restano ignoti i motivi della sordità.
A Cambridge Tristan Begg e i suoi colleghi hanno analizzato il DNA proveniente da cinque ciocche di capelli attribuibili a Beethoven per provare a spiegarne i problemi di salute; nato nel 1770 iniziò a perdere l'udito intorno ai vent'anni arrivando a una sordità totale intorno ai 45 anni ma la sua esistenza è stata caratterizzata anche da problemi gastrointestinali: quando morì nel 1827 a soli 56 anni di età, un esame rivelò la presenza importanti danni a carico del fegato.
Secondo Begg il rischio genetico del fegato non ha particolari conseguenze nella maggior parte delle persone, ma costituisce una vulnerabilità determinante se il soggetto consuma quantità elevate di alcolici, come sembra avvenisse per Beethoven.
Il risultato raggiunto, combinato con il rapporto dell'autopsia, suggerisce che la cirrosi epatica dovuta a un malfunzionamento del fegato, avrebbe causato la morte del celebre compositore.
Durante questi esami sono emerse prove che Beethoven aveva contratto un'infezione da epatite B riscontrata nella ciocca di capelli meglio conservata e che fu tagliata probabilmente verso la fine della sua vita, un'ulteriore prova del coinvolgimento del fegato nelle cause di morte.
I ricercatori però non sono riusciti a individuare alcun fattore genetico collegabile ai suoi problemi gastrointestinali o alla sordità, una circostanza (soprattutto quella riguardante l'udito) che non ha stupito Tristan Begg secondo cui "Le forme di perdita dell'udito a esordio tardivo raramente sono causate da un singolo gene".
