Accadde Oggi - persone
Laura Lanza (baronessa di Carini)
La nobile Laura Lanza è nata a Trabia in provincia di Palermo il 7 ottobre 1529 ed è morta a Carini (PA) il 4 dicembre 1563.
Figlia primogenita del barone di Trabia e conte di Mussomeli Cesare Lanza e di Lucrezia Gaetani ebbe una sorella, Giovanna e poi due fratellastri, Ottavio e Margherita nati dal secondo matrimonio del padre con Castellana Centelles.
Laura vive l'adolescenza nel palazzo gentilizio di Palermo e poiché il padre non aveva ancora avuto eredi maschi, quando aveva quattordici anni la promette in sposa al figlio del barone di Carini Pietro III, il giovane Vincenzo II La Grua-Talamanca di due anni più grande.
L’accordo era stato stipulato alcuni anni prima, quando Laura, Vincenzo e Ludovico Vernagallo erano solo compagni di studio e di giochi; e così sebbene Laura nutrisse già una simpatia per Lodovico, il 21 dicembre 1543 si ritrovò sposata a Vincenzo in un matrimonio che dava prestigio alla sua famiglia per il titolo nobiliare e ai La Grua in serie difficoltà economiche.
Freschi sposi vanno a vivere a Palermo dove nascono i loro primi due figli, poi a Carini dove nasceranno altri sei figli; Laura patisce però il matrimonio mal combinato (le cronache dell'epoca parlano di un ragazzo succube della prepotenza del suocero, il barone Cesare Lanza, più attento alle sue proprietà che alla vita coniugale) e così ritrova l'amore grazie a Ludovico con cui intreccia una relazione già sei anni dopo il matrimonio con Vincenzo.
Nell'agosto 1563 muore il loro figlio primogenito Pietro e Vincenzo, alla scoperta di un amante fisso della Laura, inizia a sospettare che i ragazzi che riteneva suoi figli potessero in realtà essere nati dall'unione con Ludovico; temendo che la sua eredità potesse passare ad un figlio illegittimo complotta con il suocero di uccidere Laura.
La legge dell'epoca permette garantisce al padre la non punibilità nel caso in cui l'azione si fosse verificata in flagranza di adulterio, e così avvenne: Cesare Lanza li raggiunge mentre sono insieme e li colpisce uccidendoli entrambi, Ludovico Vernagallo e la figlia Laura Lanza che, stando alle cronache dell'epoca, colpita al petto si toccò la ferita e poi poggiandosi al muro con la mano, vi avrebbe lasciato la propria impronta insanguinata.
Qualche tempo dopo la morte della moglie, Vincenzo La Grua diseredò i figli affidandoli al suocero e risposandosi subito dopo, mentre come previsto, Cesare Lanza usciva indenne dal processo per omicidio avendo agito a salvaguardia dell'onore secondo quando le leggi consentivano.
A distanza di secoli alcuni contorni della vicenda non sono rimasti oscuri: il ruolo di Vincenzo La Grua nel delitto, probabilmente scagionato dal suocero; la morte congiunta di Ludovico e Laura che non sembra certa, e la tomba della baronessa che la leggenda vorrebbe in una cripta della Chiesa di Carini ma che finora non è stata ritrovata.
Data della nascita: 07 ottobre 1529
496 anni fa - accaddeoggi.it ©
Data della morte: 04 dicembre 1563
462 anni fa
- accaddeoggi.it ©
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Laura Lanza (baronessa di Carini)
La nobile Laura Lanza è nata a Trabia in provincia di Palermo il 7 ottobre 1529 ed è morta a Carini (PA) il 4 dicembre 1563.
Figlia primogenita del barone di Trabia e conte di Mussomeli Cesare Lanza e di Lucrezia Gaetani ebbe una sorella, Giovanna e poi due fratellastri, Ottavio e Margherita nati dal secondo matrimonio del padre con Castellana Centelles.
Laura vive l'adolescenza nel palazzo gentilizio di Palermo e poiché il padre non aveva ancora avuto eredi maschi, quando aveva quattordici anni la promette in sposa al figlio del barone di Carini Pietro III, il giovane Vincenzo II La Grua-Talamanca di due anni più grande.
L’accordo era stato stipulato alcuni anni prima, quando Laura, Vincenzo e Ludovico Vernagallo erano solo compagni di studio e di giochi; e così sebbene Laura nutrisse già una simpatia per Lodovico, il 21 dicembre 1543 si ritrovò sposata a Vincenzo in un matrimonio che dava prestigio alla sua famiglia per il titolo nobiliare e ai La Grua in serie difficoltà economiche.
Freschi sposi vanno a vivere a Palermo dove nascono i loro primi due figli, poi a Carini dove nasceranno altri sei figli; Laura patisce però il matrimonio mal combinato (le cronache dell'epoca parlano di un ragazzo succube della prepotenza del suocero, il barone Cesare Lanza, più attento alle sue proprietà che alla vita coniugale) e così ritrova l'amore grazie a Ludovico con cui intreccia una relazione già sei anni dopo il matrimonio con Vincenzo.
Nell'agosto 1563 muore il loro figlio primogenito Pietro e Vincenzo, alla scoperta di un amante fisso della Laura, inizia a sospettare che i ragazzi che riteneva suoi figli potessero in realtà essere nati dall'unione con Ludovico; temendo che la sua eredità potesse passare ad un figlio illegittimo complotta con il suocero di uccidere Laura.
La legge dell'epoca permette garantisce al padre la non punibilità nel caso in cui l'azione si fosse verificata in flagranza di adulterio, e così avvenne: Cesare Lanza li raggiunge mentre sono insieme e li colpisce uccidendoli entrambi, Ludovico Vernagallo e la figlia Laura Lanza che, stando alle cronache dell'epoca, colpita al petto si toccò la ferita e poi poggiandosi al muro con la mano, vi avrebbe lasciato la propria impronta insanguinata.
Qualche tempo dopo la morte della moglie, Vincenzo La Grua diseredò i figli affidandoli al suocero e risposandosi subito dopo, mentre come previsto, Cesare Lanza usciva indenne dal processo per omicidio avendo agito a salvaguardia dell'onore secondo quando le leggi consentivano.
A distanza di secoli alcuni contorni della vicenda non sono rimasti oscuri: il ruolo di Vincenzo La Grua nel delitto, probabilmente scagionato dal suocero; la morte congiunta di Ludovico e Laura che non sembra certa, e la tomba della baronessa che la leggenda vorrebbe in una cripta della Chiesa di Carini ma che finora non è stata ritrovata.
Figlia primogenita del barone di Trabia e conte di Mussomeli Cesare Lanza e di Lucrezia Gaetani ebbe una sorella, Giovanna e poi due fratellastri, Ottavio e Margherita nati dal secondo matrimonio del padre con Castellana Centelles.
Laura vive l'adolescenza nel palazzo gentilizio di Palermo e poiché il padre non aveva ancora avuto eredi maschi, quando aveva quattordici anni la promette in sposa al figlio del barone di Carini Pietro III, il giovane Vincenzo II La Grua-Talamanca di due anni più grande.
L’accordo era stato stipulato alcuni anni prima, quando Laura, Vincenzo e Ludovico Vernagallo erano solo compagni di studio e di giochi; e così sebbene Laura nutrisse già una simpatia per Lodovico, il 21 dicembre 1543 si ritrovò sposata a Vincenzo in un matrimonio che dava prestigio alla sua famiglia per il titolo nobiliare e ai La Grua in serie difficoltà economiche.
Freschi sposi vanno a vivere a Palermo dove nascono i loro primi due figli, poi a Carini dove nasceranno altri sei figli; Laura patisce però il matrimonio mal combinato (le cronache dell'epoca parlano di un ragazzo succube della prepotenza del suocero, il barone Cesare Lanza, più attento alle sue proprietà che alla vita coniugale) e così ritrova l'amore grazie a Ludovico con cui intreccia una relazione già sei anni dopo il matrimonio con Vincenzo.
Nell'agosto 1563 muore il loro figlio primogenito Pietro e Vincenzo, alla scoperta di un amante fisso della Laura, inizia a sospettare che i ragazzi che riteneva suoi figli potessero in realtà essere nati dall'unione con Ludovico; temendo che la sua eredità potesse passare ad un figlio illegittimo complotta con il suocero di uccidere Laura.
La legge dell'epoca permette garantisce al padre la non punibilità nel caso in cui l'azione si fosse verificata in flagranza di adulterio, e così avvenne: Cesare Lanza li raggiunge mentre sono insieme e li colpisce uccidendoli entrambi, Ludovico Vernagallo e la figlia Laura Lanza che, stando alle cronache dell'epoca, colpita al petto si toccò la ferita e poi poggiandosi al muro con la mano, vi avrebbe lasciato la propria impronta insanguinata.
Qualche tempo dopo la morte della moglie, Vincenzo La Grua diseredò i figli affidandoli al suocero e risposandosi subito dopo, mentre come previsto, Cesare Lanza usciva indenne dal processo per omicidio avendo agito a salvaguardia dell'onore secondo quando le leggi consentivano.
A distanza di secoli alcuni contorni della vicenda non sono rimasti oscuri: il ruolo di Vincenzo La Grua nel delitto, probabilmente scagionato dal suocero; la morte congiunta di Ludovico e Laura che non sembra certa, e la tomba della baronessa che la leggenda vorrebbe in una cripta della Chiesa di Carini ma che finora non è stata ritrovata.
Data della nascita: 07 ottobre 1529
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