Accadde Oggi 08 novembre 2022:
I bronzi di San Casciano dei Bagni
Eccezionale ritrovamento di bronzi in una vasca termale di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena. Protette per 2300 anni da fango e acqua bollente gli esperti riportano alla luce 24 statue (di cui 5 alte quasi un metro) oltre a migliaia di monete ed ex-voto: è tra i più significativi tesori d'epoca etrusca e romana.
Accadde Oggi 08 novembre 2022
4 anni fa - accaddeoggi.it ©
Un tesoro di statue raffiguranti divinità, matrone, fanciulli e imperatori oltre a migliaia di monete ed ex-voto è stato ritrovato in una vasca termale di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena, dove è rimasto sepolto per circa 2300 anni protetto dal fango e dall'acqua bollente delle vasche sacre; un deposito votivo senza precedenti con 24 statue, di cui 5 sono alte quasi un metro e conservate perfettamente.
Sul fondo della grande vasca romana c'erano il giovane efebo che sembra quasi dormire, accanto a Igea la dea della salute figlia (o moglie) di Asclepio con un serpente arrotolato sul braccio; poco distante una statua di Apollo e ancora matrone e imperatori.
Probabilmente realizzate da artigiani locali, le 24 statue sono databili in un periodo compreso tra il II secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e si trovavano in un santuario esistito fino al V secolo; con l'avvento dell'epoca cristiana ne venne disposta la chiusura, anziché distruggerlo le vasche furono sigillate con colonne in pietra e le divinità in esso custodite, affidate all'acqua.
Grazie a questa cura e a questo rispetto, rimossa la copertura gli archeologi hanno trovato un tesoro ancora intatto, considerato il più grande deposito di statue dell'Italia antica e l'unico di cui sia possibile ricostruire il contesto integralmente.
Inserito il:
8 novembre 2023
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Un tesoro di statue raffiguranti divinità, matrone, fanciulli e imperatori oltre a migliaia di monete ed ex-voto è stato ritrovato in una vasca termale di San Casciano dei Bagni in provincia di Siena, dove è rimasto sepolto per circa 2300 anni protetto dal fango e dall'acqua bollente delle vasche sacre; un deposito votivo senza precedenti con 24 statue, di cui 5 sono alte quasi un metro e conservate perfettamente.
Sul fondo della grande vasca romana c'erano il giovane efebo che sembra quasi dormire, accanto a Igea la dea della salute figlia (o moglie) di Asclepio con un serpente arrotolato sul braccio; poco distante una statua di Apollo e ancora matrone e imperatori.
Probabilmente realizzate da artigiani locali, le 24 statue sono databili in un periodo compreso tra il II secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e si trovavano in un santuario esistito fino al V secolo; con l'avvento dell'epoca cristiana ne venne disposta la chiusura, anziché distruggerlo le vasche furono sigillate con colonne in pietra e le divinità in esso custodite, affidate all'acqua.
Grazie a questa cura e a questo rispetto, rimossa la copertura gli archeologi hanno trovato un tesoro ancora intatto, considerato il più grande deposito di statue dell'Italia antica e l'unico di cui sia possibile ricostruire il contesto integralmente.
Sul fondo della grande vasca romana c'erano il giovane efebo che sembra quasi dormire, accanto a Igea la dea della salute figlia (o moglie) di Asclepio con un serpente arrotolato sul braccio; poco distante una statua di Apollo e ancora matrone e imperatori.
Probabilmente realizzate da artigiani locali, le 24 statue sono databili in un periodo compreso tra il II secolo avanti Cristo e il I secolo dopo Cristo e si trovavano in un santuario esistito fino al V secolo; con l'avvento dell'epoca cristiana ne venne disposta la chiusura, anziché distruggerlo le vasche furono sigillate con colonne in pietra e le divinità in esso custodite, affidate all'acqua.
Grazie a questa cura e a questo rispetto, rimossa la copertura gli archeologi hanno trovato un tesoro ancora intatto, considerato il più grande deposito di statue dell'Italia antica e l'unico di cui sia possibile ricostruire il contesto integralmente.
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