Accadde Oggi 30 giugno 1963:
La strage di Ciaculli
Una telefonata anonima segnala un'auto sospetta sulla statale in prossimità di Ciaculli vicino Palermo. I Carabinieri intervengono coinvolgendo gli artificieri che disinnescano una delle bombe sul veicolo, mentre subito dopo ne esplode un'altra nascosta nel vano portabagagli uccidendo cinque militari dell'arma e due dell'Esercito.
Accadde Oggi 30 giugno 1963
63 anni fa - accaddeoggi.it ©
Nella mattina del 30 giugno 1963 una telefonata segnala la presenza che lungo la statale Gibilrossa-Villabate in provincia di Palermo, in prossimità della borgata Ciaculli è presente un'automobile sospetta.
Nella stessa zona che è considerata regno della famiglia mafiosa dei Greco, durante la notte precedente un'auto Giulietta Alfa Romeo imbottita di tritolo era stata fatta esplodere davanti al garage del capomafia Giovanni Di Peri uccidendone il giardiano Pietro Cannizzaro e il fornaio Giuseppe Tesauro che in quel momento vi passava davanti.
Anche per questa ragione la segnalazione di un'altra Giulietta mobilita immediatamente i Carabinieri che arrivati a Ciaculli con una squadra richiedono l'intervento del gruppo artificieri dell'Esercito.
E' appena stato disinnescato un primo ordigno, quando un secondo nascosto nel vano portabagagli dell'Alfa Romeo esplode causando la morte dei sette rappresentanti delle forze dell'ordine arrivati sul posto.
Si tratta dei carabinieri Mario Malausa, Silvio Corrao, Calogero Vaccaro, Eugenio Altomare e Marino Fardelli, e dei militari dell'Esercito Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.
Si apprenderà in seguito che obiettivo dei due attentati era il boss mafioso Michele Greco.
Ultima revisione:
Inserito il:
18 maggio 2026
30 giugno 2023
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Nella stessa zona che è considerata regno della famiglia mafiosa dei Greco, durante la notte precedente un'auto Giulietta Alfa Romeo imbottita di tritolo era stata fatta esplodere davanti al garage del capomafia Giovanni Di Peri uccidendone il giardiano Pietro Cannizzaro e il fornaio Giuseppe Tesauro che in quel momento vi passava davanti. Anche per questa ragione la segnalazione di un'altra Giulietta mobilita immediatamente i Carabinieri che arrivati a Ciaculli con una squadra richiedono l'intervento del gruppo artificieri dell'Esercito.
E' appena stato disinnescato un primo ordigno, quando un secondo nascosto nel vano portabagagli dell'Alfa Romeo esplode causando la morte dei sette rappresentanti delle forze dell'ordine arrivati sul posto.
Si tratta dei carabinieri Mario Malausa, Silvio Corrao, Calogero Vaccaro, Eugenio Altomare e Marino Fardelli, e dei militari dell'Esercito Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.
Si apprenderà in seguito che obiettivo dei due attentati era il boss mafioso Michele Greco.
Nella stessa zona che è considerata regno della famiglia mafiosa dei Greco, durante la notte precedente un'auto Giulietta Alfa Romeo imbottita di tritolo era stata fatta esplodere davanti al garage del capomafia Giovanni Di Peri uccidendone il giardiano Pietro Cannizzaro e il fornaio Giuseppe Tesauro che in quel momento vi passava davanti. Anche per questa ragione la segnalazione di un'altra Giulietta mobilita immediatamente i Carabinieri che arrivati a Ciaculli con una squadra richiedono l'intervento del gruppo artificieri dell'Esercito.
E' appena stato disinnescato un primo ordigno, quando un secondo nascosto nel vano portabagagli dell'Alfa Romeo esplode causando la morte dei sette rappresentanti delle forze dell'ordine arrivati sul posto.
Si tratta dei carabinieri Mario Malausa, Silvio Corrao, Calogero Vaccaro, Eugenio Altomare e Marino Fardelli, e dei militari dell'Esercito Pasquale Nuccio e Giorgio Ciacci.
Si apprenderà in seguito che obiettivo dei due attentati era il boss mafioso Michele Greco.
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