La battaglia del Garigliano
L'esercito francese e quello dell'impero spagnolo si affrontano in battaglia nei pressi del fiume Garigliano nella provincia di Latina. L'avanguardia guidata da Bartolomeo d'Alviano sorprende i francesi che in fuga si asserragliano a Gaeta prima di trattare la resa consegnando il meridione d'Italia alla Spagna.
La battaglia del Garigliano
L'esercito francese e quello dell'impero spagnolo si affrontano in battaglia nei pressi del fiume Garigliano nella provincia di Latina. L'avanguardia guidata da Bartolomeo d'Alviano sorprende i francesi che in fuga si asserragliano a Gaeta prima di trattare la resa consegnando il meridione d'Italia alla Spagna.
Piero il Baiardo rallenta l'avanzata spagnola in difesa della ritirata dei francesi
Bartolomeo d'Alviano in testa all'avanguardia, passava sulla sponda destra del fiume alle dieci del mattino del 28 dicembre, seguito da quattromila uomini, riuscendo a passare inosservati ai trecento balestrieri normanni arroccati a Suio.
Sono seguiti da altri duemila soldati guidati da Prospero Colonna; le truppe di d'Alviano risalgono il colle inducendo alla fuga i balestrieri francesi che presi alla sprovvista si dirigono verso Castelforte, dove altri trecento fanti francesi si ritirano a loro volta verso Traetto.
Tra il 28 e il 29 il condottiero pernotta a metà percorso tra Castelforte e Traetto, probabilmente in prossimità del torrente Ausente, al confine occidentale del territorio comunale di Castelforte; la notizia della ritirata raggiunge la popolazione desiderosa di rivalersi delle vessazioni subite e tra i soldati francesi, molti dei quali malati: constatata l'impossibilità di ricevere aiuti il capitano Yves d'Alègre decide di disfare il ponte e avviare una ritirata generale verso Gaeta.
Quando D'Alviano raggiunge il loro campo non può che prendere atto dell'abbandono e proseguire l'avanzata mentre Prospero Colonna raggiunge i francesi a Scauri.
Pierre de Bayard (Piero il Baiardo) riesce a sbarrare il passaggio agli spagnoli in prossimità di ponte per due ore, garantendono margine sufficientemente ampio alle forze francesi in ritirata che si asserragliano presso il ponte di Mola di Gaeta, (la zona su cui oggi sorge Formia).
Raggiunti dalla retroguardia spagnola riescono a respingerla e con i rinforzi a travolgere i soldati di Prospero Colonna, ma l'arrivo della retroguardia spagnola non gli resta che ordinare la ritirata, salvaguardata dai soldati al comando del genovese Adorno che sul ponte di Mola perde la vita.
Asserragliati a Gaeta, dopo alcuni giorni i francesi tratteranno la resa consegnando l'Italia meridionale alla Spagna.
