Le nozze rosse dei Baglioni
In occasione del matrimonio tra Lavinia Colonna e Astorre Baglioni a Perugia, Carlo Baglioni detto Bargiglia in accordo con Giulio Cesare Varano da Camerino attua una congiura per il predominio sulla città per invidia verso i parenti. All'alba i congiurati uccidono gli sposi e poi Guido, Simonetto, Gismondo e Rodolfo Baglioni, cancellando dal potere i Signori di Perugia.
Le nozze rosse dei Baglioni
In occasione del matrimonio tra Lavinia Colonna e Astorre Baglioni a Perugia, Carlo Baglioni detto Bargiglia in accordo con Giulio Cesare Varano da Camerino attua una congiura per il predominio sulla città per invidia verso i parenti. All'alba i congiurati uccidono gli sposi e poi Guido, Simonetto, Gismondo e Rodolfo Baglioni, cancellando dal potere i Signori di Perugia.
Particolare dalla "Pala Baglioni" di Raffaello commissionata da Atalanta Baglioni per la morte di Grifonetto in cui il figlio e la moglie Zenobia accudiscono il Cristo deposto dalla croce.
Il 28 giugno Lavinia Colonna aveva raggiunto Perugia per sposare Astorre Baglioni, figlio di Guido capo della famiglia insieme al fratello Rodolfo e signore della città; poiché Lavinia era figlia di Giovanni Colonna e di Giustina Orsini, i Baglioni stavano imparentandosi a due importanti famiglie principesche di Roma.
Si era formato un gruppo di congiurati intenzionato a sterminare i capi della famiglia e prenderne il posto al potere in città, alla loro guida c'era Carlo Baglioni, avido di gloria e invidioso dei parenti potenti era detto "Il Barciglia", che aveva trovato appoggio in Girolamo della Penna, Grifonetto Baglioni e Fabrizio di Braccio appartenente alla famiglia Baglioni ma mai riconosciuto.
Della congiura fa parte anche Giulio Cesare da Varano, il Signore di Camerino che era probabilmente stato l'ispiratore dell'azione,
L’agguato fu deciso per la notte del 14 luglio: quella sera i congiurati si recano con i Baglioni alla chiesa dei Cavalieri del Santo Sepolcro, e poi a cena in amicizia e cordialità.
All’alba si ritrovarono davanti alle case delle vttime, il Barciglia aperta la porta della casa di Guido aprì l'attacco colpendo a morte Astorre e la moglie Lavinia, prima di essere sopraffatto il settantacinquenne Guido cercò di difendersi mentre suo figlio Gismondo venne ucciso prima che potesse resistere.
Simonetto Baglioni, figlio di Rodolfo, riuscì a farsi largo tra gli assalitori e raggiunta la strada preferì affrontare gli assalitori piuttosto che darsi alla fuga.
I corpi delle vittime furono defenestrati e trascinati lungo le strade cittadine.
Alcuni dei Signori di Perugia scamparono al massacro tra loro Gian Paolo Baglioni, Gentile Baglioni, Rodolfo Baglioni e Adriano Baglioni rifugiandosi nei loro possedimenti e tornando il giorno seguente pronti a riprendere possesso della loro città.
I cospiratori avevano provato a mostrarsi al popolo come liberatori da una tirannia ma all'arrivo delle truppe di Gian Paolo Baglioni si dettero precipitosamente alla fuga, il Barciglia e Girolamo degli Arcipreti riuscirono a scappare mentre Grifonetto Baglioni fu catturato e ucciso.
