Gerusalemme cade in mano ai crociati
Durante la prima crociata, a due giorni dall'inizio dell'attacco alla città i crociati conquistano il bastione interno del muro settentrionale di Gerusalemme. Il panico a cui segue l'abbandono delle mura da parte dei difensori permette ai soldati cristiani assediare la città santa e attuare un gravissimo massacro della popolazione.
Gerusalemme cade in mano ai crociati
Durante la prima crociata, a due giorni dall'inizio dell'attacco alla città i crociati conquistano il bastione interno del muro settentrionale di Gerusalemme. Il panico a cui segue l'abbandono delle mura da parte dei difensori permette ai soldati cristiani assediare la città santa e attuare un gravissimo massacro della popolazione.
Assedio e presa di Gerusalemme, particolare da una miniatura del XIII secolo tratta dal "Lessico Ecumenico dei Santi" - Biblioteca Nazionale di Parigi
Due giorni dopo, il 15 luglio, entrambe le estremità della città durono oggetto di assalto consentendo ai crociati di conquistare il bastione interno del muro settentrionale.
Il panico che ne seguì portò gli uomini impegnati nella difesa della mura cittadine ad abbandonare le proprie posizione lasciando ingresso libero in città ai soldati cristiani: il primo a mettere piede nella città santa fu Cucco Ricucchi, il pisano al comando di 120 galee, seguito da Coscetto Dal Colle suo concittadino.
Subito dopo a capo dei Lotaringi vi fece ingresso anche Goffredo di Buglione con i suoi fratelli Eustachio e Baldovino; il decisivo apporto dai genovesi guidati Guglielmo Embriaco detto Testadimaglio e delle loro torri d'assedio, venne riconosciuto dallo stesso Goffredo di Buglione che sulle mura del Santo Sepolcro ordinò venissero scolpita la frase "Praepotens Genuensium Praesidium (Potente presidio genovese)".
Secondo il racconto dei testimoni alla pressa di Gerusalemme seguirono grandi violenze: caduto il muro nord gli assediati fuggirono nel Monte del Tempio perseguitati dagli uomini di Tancredi che li assalirono massacrandone molti, mentre i superstiti trovarono rifugio nella Moschea di al-Aqsa.
Intanto presso la parete sud compreso quanto accaduto a nord, i difensori cercarono rifugio nella cittadella e il comandante della guarnigione Iftikhar al-Dawla chiuse un accordo con Raimondo per consegnare la cittadella e in cambio del via libera alla fuga verso Ascalona.
Le violenze contro i musulmani proseguirono senza distinzione di sesso o d'età e stessa sorte toccò agli ebrei che si erano ammassati nella sinagoga a cui i soldati crociati dettero fuoco.
